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Politica | 19 aprile 2016, 19:00

Sanremo vuole l'introduzione del nuovo Codice degli Appalti, valutata unione con Taggia per la nascita di una Stazione Unica Appaltante

Questa azione, insieme al nuovo codice degli appalti, servirebbe a sbloccare la situazione di rallentamento nell’iter burocratico della stazione appaltante della Provincia.

Il sindaco Alberto Biancheri

Il sindaco Alberto Biancheri

C’è molta attesa in Comune a Sanremo per il nuovo Codice degli Appalti predisposto dal Consiglio dei Ministri. La misura è l’attuazione di una normativa europea e l’entrata in vigore dovrebbe essere imminente. Nel concreto, tale provvedimento, pur confermando le Centrali Uniche di Committenza per le città non capoluogo, prevede un sensibile incremento nella cifra dei singoli appalti gestibili dai Comuni: dagli attuali 40 mila euro si passerebbe infatti a 150 mila euro.

Per Sanremo, che in virtù della cessione dell’edifico dell’ex tribunale di via Anselmi a fine 2015 ha visto lo sblocco di circa sei milioni di euro per opere da realizzare entro fine 2016, la nuova normativa avrebbe benefici immediati di estrema importanza per la comunità. Anche perché al momento il Comune sta scontando un rallentamento nell’iter burocratico della stazione appaltante della Provincia, che in deficit di organico e già gravata del medesimo impegno verso molti altri piccoli Comuni, non riesce a mandare avanti nei tempi prestabiliti il grande numero di appalti di un ente come Sanremo.

Sul tema è intervenuto il Sindaco Alberto Biancheri: “Stiamo lavorando con grande intensità su questo fronte: lo sblocco degli appalti per le opere da realizzare entro l’anno è troppo importante per la città e il suo sviluppo, per i cittadini e per le tante aziende che operano nel settore. E proprio per questo ho più volte incontrato diverse associazioni di categoria coinvolte, con cui condivido la preoccupazione per le attività del nostro territorio. L’entrata in vigore del nuovo Codice degli Appalti sarebbe a tal proposito un elemento estremamente positivo”.

E non è tutto, perché per far fronte al rallentamento della Centrale Unica di Committenza che attualmente fa capo alla Provincia, il Comune starebbe pensando di virare verso una stazione unica appaltante con il Comune di Taggia, con il duplice vantaggio di tornare a rivestire il ruolo di ente capofila e poter adempiere alle disposizioni amministrative con le risorse umane di cui dispone, con un’accelerazione dei processi burocratici.

C.S.

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