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| 27 gennaio 2016, 07:45

Ciclismo: il bordigotto Federico Borella si lancia nel mondo del professionismo in sella alla GM Europa Ovini: “La mia grande occasione”

L’atleta a carte scoperte ai nostri microfoni ci regala un’intervista ampia, dove mette insieme tutti i suoi affetti personali e sportivi: “Dedico questo nuovo inizio alla mia famiglia e a tutte quelle persone che hanno creduto in me”

Ciclismo: il bordigotto Federico Borella si lancia nel mondo del professionismo in sella alla GM Europa Ovini: “La mia grande occasione”

Un campione in sella! Federico Borella è nato a Bordighera il 13 ottobre 1989 e forse 26 anni dopo, non si sarebbe mai aspettato di arrivare così in alto nella sua carriera di ciclista. Infatti, il bordigotto, sta per intraprendere la sua prima avventura da professionista per difendere i colori del GM Europa Ovini. Ai nostri microfoni. Federico Borella, analizza tutta questa nuova avventura, i suoi pregi, i suoi difetti e il suo modello ideale, il rimpianto Marco Pantani.

Federico, che cosa ti aspetti da questa nuova avventura nella GM Europa Ovini?

Arrivo da una stagione importante, ma sono consapevole che devo ricominciare tutto da capo visto che per me si aprono le porte del professionismo e di un mondo completamente nuovo. Voglio ripagare la fiducia di chi ha creduto in me cercando di dare sempre il massimo”.

A chi vuoi dedicare questo tuo nuovo inizio?

Al primo posto voglio mettere la mia famiglia e poi a tutti quelli che hanno creduto in me e chi mi ha cresciuto a livello agonistico.”

Cosa ti aspetti da questa stagione?

Per me è un vero e proprio debutto e ho la consapevolezza che epr me sarà davvero difficile. Mi dovrò confrontare con dei campioni e proverò davanti a qualsiasi difficoltà a mettermi in luce con tenacia e pronto a competere a questi massimi livelli per difendere al meglio i colori della mia nuova società che ha creduto in me”.

Hai un modello di ciclista del passato a cui ti ispiri?

Essendo nato nel 1989, direi Marco Pantani. Non mi considero un puro scalatore come lui, ma è da questo atleta che voglio ispirarmi per la mia carriera”.

Ci racconti la tua carriera?

Ho iniziato a pratica il ciclismo da piccolo, a 9 anni, grazie a mio fratello che mi ha trasmesso in pieno la passione per questo sport, dato che da sempre questa disciplina è presente nella mia famiglia, tanto che mio padre ha corso fino alla categoria dilettanti. A 15 anni sono poi passato alla Sanremese e poi mi sono trasferito, visto che nel Ponente il ciclismo a livello giovanile non sta messo bene. Sono arrivato in Toscana, nel team del Casano, dove ho partecipato alla categoria Juniores per poi passare in Francia e nuovamente tra Toscana e Piemonte. Nell’ultimo anno da dilettante, con il Monviso, mi sono ben comportando ottenendo degli ottimi risultati vincendo due gare e raggiungere la terza posizione al campionato italiano. Inoltre ho ottenuto tre secondi posti e nella trasferta in Nuova Caledonia sono giunto settimo.”

Riveli a rivierasport il tuo sogno nel cassetto?

Il mio sogno nel cassetto sarebbe quello di riuscire a portare più avanti possibile la mia carriera da ciclista.”

Vincere un Giro d’Italia o un Tour de France?

Devo essere sincero mi piacerebbe vincere la competizione più importanti ad alti livelli professionistici quale è il Tour de France.”

Pregio e difetto del Federico Borella ciclista

Un pregio è quello che sono un attaccante nel mio sport, mentre un difetto è quello di non credere mai in me stesso”.

Vuoi ringraziare qualcuno in particolare?

“Sicuramente Cavallo, un uomo che mi ha rilanciato in questo sport e una lancia la voglio spezzare anche per un mio ex compagno di squadra che ritroverò al GM Europa Ovini, Davide Pachiardo, un ragazzo che mi ha segnalato al team. Naturalemente i miei ringraziamenti vanno al Team Palazzago, al D.S. Olivero Locatelli e al presidente Tirone che nel corso del 2015 hanno creduto fermamente nelle potenzialità del sottoscritto”.

Inizia dal GM Europa Ovini la nuova carriera di Federico Borella, il giovane atleta bordigotto pronto a stupire tutti sulle strade nazionali ed internazionali: un nuovo Pantani all’orizzonte?

Riccardo Aprosio

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