Continuano le polemiche sull’isola pedonale in via Cascione a Imperia. In comune si è tenuto un incontro pubblico tra l’amministrazione e i commercianti, per illustrare tempi e caratteristiche dei lavori (qui il resoconto). C’è un “dialogo” che mi ha colpito in modo particolare. Dopo il coro di no e di critiche al progetto, il parrucchiere Enzo Saglietto s’è alzato in piedi e ha provato a esprimere un parere diverso. Ha esordito così: «Sono un commerciante anch’io, un collega come voi, non sono nel tratto interessato ma sono favorevole…». Brusca interruzione. «Enzo tu stai lassù in via Verdi cosa t’interessa via Cascione?».
A sbottare è un negoziante di cui taccio il nome, perché non mi preme alimentare i contrasti ma semplicemente riflettere sul contenuto di simili affermazioni. Ebbene, via Verdi e via Cascione sono vicinissime, appartengono allo stesso rione, condividono problemi e speranze al pari di tutta Porto Maurizio. Senza tornare nello specifico sulla futura pedonalizzazione (credo che possa rappresentare un’occasione di rilancio piuttosto che una pietra tombale sul futuro portorino, qui il precedente articolo), mi sconcerta la mancanza di compattezza dimostrata da molti titolari di attività. Alcuni hanno perfino rimosso le targhe del Civ in segno di protesta. Come si fa a pensare che uno storico commerciante di una via limitrofa non sia titolato a partecipare al dibattito? Stiamo parlando della stessa città, del medesimo quartiere o di che cosa?
Se un parrucchiere che “sta lassù” finisce per essere estromesso dalla discussione, allora è chiaro che Porto Maurizio ha già perso la prossima sfida prima di averla cominciata. A prescindere dall’isola pedonale: in un periodo di forte crisi e difficoltà economiche, l’unico modo per risollevarsi è fare appello a uno sforzo collettivo (che dovrebbe includere piccoli investimenti e miglioramenti dei singoli esercizi, maggiori iniziative eccetera). Altrimenti, l'unione dei commercianti rimane solo una facciata e addio a qualunque velleità di creare una “rete” di negozi, realmente impegnata per promuovere l’immagine delle sue vetrine e l’offerta di prodotti e servizi.
Non stiamo lassù né quaggiù, ma percorriamo le stesse strade. Sarebbe un bene che i negozianti di Porto Maurizio agissero di conseguenza, evitando di considerare solo i tre metri di marciapiede davanti alle loro serrande. Diversamente, sempre più persone andranno a fare acquisti a Oneglia, o a Sanremo e Alassio. Non perché mancheranno i parcheggi o perché ci sarà un’isola pedonale a impedire il passaggio delle automobili, ma perché le vie del commercio a Porto Maurizio saranno finite.















