“In Italia manca l’informazione e la formazione su quello che è il primo soccorso laico – ha spiegato Andrea Otten istruttore DAN – per una maggiore copertura del territorio e incrementare le possibilità di salvare delle vite è opportuno che certi moduli di primo intervento siano a conoscenza del maggior numero di persone”.
Il progetto ‘cardiocomune protetto’ quindi, ideato da AED Academy di Ventimiglia si è posto di formare il personale di pubblica sicurezza per qualificarli quali operatori PBLSD. Si tratta di diffondere le conoscenze in materia di primo soccorso, in particolare manovre di rianimazione, disostruzione delle vie aeree, e uso del defibrillatore semi-automatico non solo sugli adulti ma anche sui bambini.
“Questa scelta è stata fatta – ha continuato Otten – su una base logica in quanto la polizia locale spesso si trova prima di tutti sul luogo dell’emergenza e un tempestivo intervento di un soggetto formato può ridurre drasticamente i danni provocati da un arresto respiratorio o cardiaco. Basti pensare che occorrono solo pochi minuti perché possano verificarsi danni irreversibili”.
Le città che saranno interessate dal progetto sono Ventimiglia, Camporosso, Vallecrosia, Bordighera e Ospedaletti. Nel frattempo ha già avuto luogo un primo corso di sei ore che ha abilitato al PBLSD quattro agenti del comando di Bordighera e uno del comando di Camporosso.
Un secondo step potrebbe essere, in previsione, quello di formazione degli insegnanti in quanto in ambito scolastico è certamente di fondamentale importanza ridurre i rischi di soffocamento del bambino. Questo non è il solo corso che predispone il centro, ci sono anche quelli per il soccorso subacqueo, trattamento di ferita da animale, valutazione neurologica, antincendio e sicurezza sul lavoro per citarne alcuni.
I Comuni nel frattempo stanno investendo anche sui defibrillatori che saranno installati in zone strategiche e dovrebbe rendersi anche disponibile a breve su tutto il territorio nazionale un ‘app’ per smartphone che faccia una mappatura per individuare il macchinario salvavita più vicino.
Andrea Otten, professionista nel campo dell’emergenza con oltre vent’anni di esperienza alle spalle, ha studiato tutti questi corsi che saranno sviluppati grazie ad un personale specializzato tra cui anche un ginecologo, un ostetrica, un oss e soprattutto due medici di urgenza.
All’interno della squadra anche Carlo Trecarichi, psicoterapeuta: “Da circa due anni si sta sdoganando la psicologia nell’emergenza cercando un approccio anche in chi effettua materialmente il soccorso che certamente rimane ‘segnato’ dall’esperienza”.
E una psicologa del lavoro Noemi Angelini: “Un’azione mirata in ambiente lavorativo soprattutto per quanto concerne il fenomeno del mobbing. Ma insieme con il collega abbiamo elaborato anche ulteriori proposte formative complementari”.















