La Biblioteca comunale ‘Aprosiana’ di Ventimiglia ha ospitato dall'8 al 19 settembre, nella sua sede del centro città, la mostra fotografica ‘Il mio maestro bambino’, che continua così, viaggiando, a portare la sua testimonianza là dove gli amici dell'OPAM (Opera di Promozione per l'Alfabetizzazione nel Mondo) la invitano.
“E’ una bella storia, quella di queste foto nate dagli occhi gentili di Sonia Zincarelli, Silvia Nadalini e Morena Ussani, che hanno raccolto in giro per il mondo scatti capaci di interi racconti e poi li hanno offerti ai nostri occhi, perché ci aiutassero a pensare. Nella nostra città di frontiera, che da mesi ospita migranti di tanti Paesi in sofferenza, quei volti di bambini colti nella quotidianità delle loro terre, fatta di piccole e grandi speranze, ci raccontano un mondo più umano e soprattutto ci ricordano che esso è possibile. Dal 1972 l'OPAM cerca di aiutare quelle quotidianità, perché si rafforzino, scoprano le strade adatte alla propria crescita e alla propria realizzazione e non le terribili strade della fuga e della migrazione. La sua azione è fondata sulla consapevolezza che è appunto il quotidiano quello che conta. Non il grande gesto eclatante, non il proclama ma l'alfabeto.
Il giorno dell'inaugurazione della mostra a Ventimiglia non è stato casuale: l'8 settembre è, infatti, la Giornata Internazionale dell'Alfabetizzazione e quest'anno ha avuto come titolo Alfabetizzazione e Società Sostenibili: bello, peccato che i 776 milioni di analfabeti, dei quali 67 milioni sono bambini, soprattutto bambine, tra i 5 e 9 anni, forse nemmeno lo sanno. Eppure anche davanti a dati che ci opprimono, a noi piace pensare che esista una ‘sostenibilità’ anche dei nostri pensieri e del nostro agire che ci fa accettare la logica del seme, piantiamolo anche se piccolo, curiamolo, goccia a goccia, produrrà il suo frutto.
È la logica dell'OPAM, che va avanti a semi di conoscenza e autonomia, perché diano il loro frutto là, nei Paesi dove opera, con il rispetto della gente e delle culture che li abitano, e perché quei frutti portino il loro contributo alla sostenibilità di tutti. Forse, finalmente, davanti alle carrette del mare stracolme di vite in sospeso, abbiamo capito quale sia l'unico vero significato di globalizzazione: dipendere tutti da tutti, così vien voglia di pregare ‘Dacci oggi il nostro gesto di sostenibilità quotidiana’. Questo tipo di gesto ha mosso Paola Lucertoni, a lei si deve l'idea e la realizzazione della mostra fotografica a Ventimiglia, come ha raccontato alle persone intervenute all'inaugurazione: "Lo scorso dicembre, sfogliando il giornale dell'OPAM, rimasi molto colpita dalla mostra ‘Il mio maestro bambino’ e ho pensato che sarebbe stato bello portarla anche a Ventimiglia. Pensando ad un luogo, ho considerato la Biblioteca e da allora ho deciso di uscire dal mio stato di sostenitrice silente e, anche grazie all'aiuto di mio marito che lavora nella Biblioteca, mi sono adoperata perché la mostra si potesse fare. Ci sono voluti parecchi mesi di contatti con Sonia, ma alla fine ce l'abbiamo fatta!".
E così, a Ventimiglia, città di frontiera, siamo ripartiti dalle foto per rispecchiarci in volti lontani e confrontarli con quelli che vediamo sui nostri marciapiedi, per ripensare all'importanza della formazione e dei luoghi privilegiati in cui essa avviene, famiglia, gioco, scuola. È stata un'ottima occasione esporre la mostra all'interno della Biblioteca. Con il consenso del Comune della Città di Ventimiglia, si è concretizzato l'intento delle autrici di seminare un interesse maggiore sull'alfabetizzazione in mezzo ai libri e attraverso delle immagini. Richiesto da una maestra, rivolto ai bambini e a tutti i cuori sensibili; non si poteva sperare di meglio per suscitare riflessioni, interesse e azioni concrete, in quest'epoca dove siamo chiamati a cercare buoni strumenti per vivere la globalizzazione. È stato bello andare oltre Roma e Milano, sperando di portarla in altre città.
Debora, Paola e Sonia”.














