Puntuale, dopo ogni nevicata, rispunta uno dei tormentoni di Monesi: quando aprirà il Plateau? Per chi non avesse mai sciato nella piccola stazione invernale, trattasi dello skilift dei fratelli Enrico e Terenzio Toscano (proprietari dei terreni lassù). La seggiovia è nuova, bella e utile, almeno quando funziona, però la ciliegina sulla torta di Monesi è sui pendii più alti. C'è neve anche quando in basso fanno capolino arbusti e pietre. Le piste sono più larghe e divertenti. Dai 2000 metri del Redentore si vede il mare.
Invece sai che noia scendere sempre sugli stessi tre colori, rossa, verde e blu, le tre piste servite dalla seggiovia nei rarissimi momenti di massimo imbiancamento (i cannoni per la neve artificiale sono considerati alla stregua di tecnologia aliena). Spesso tocca sorbirsi un pezzo di stradina, per tornare sani e salvi alla partenza. Non ho memoria precisa dell'ultima volta che ho arpionato un piattello del Plateau. Due o tre stagioni fa. E c'era l'altro tormentone: biglietto unico, sì o no? Chiaramente no, perché se nel mondo si firmano trattati e protocolli, a Monesi l'idea di vendere uno skipass valido per due impianti è troppo complessa. La svolta potrebbe arrivare dal secondo tronco della seggiovia, che consentirebbe di raggiungere Cima della Valletta e schiudere nuovi orizzonti. La soluzione vera, per Monesi, è rendere sempre fruibile la zona alta, magari utilizzando il primo tronco per la salita iniziale e il rientro a valle.
A patto di sbrogliare la seguente matassa: la Provincia d'Imperia approvava a luglio 2012 il progetto definitivo dell'opera al costo preventivato di 3,1 milioni di euro. Poco più di un anno dopo giungeva la Valutazione d'impatto ambientale dalla Regione. I soldi inizialmente c'erano: due milioni dai finanziamenti Par-Fas 2007-2013 e un milione gentilmente attribuito dalla Fondazione Carige. Tuttavia, la Regione si era dilungata nel concedere il suo nulla osta, così la banca aveva ritirato il contributo. A quel punto mancava il milioncino. Eccoci dunque alla cronaca: la competenza della seggiovia passa in capo alla Regione. L'assessore provinciale Paolo Ceppi scrive una lettera a Genova, chiedendo la proroga dei finanziamenti. Ma la Regione è la stessa che, lo scorso novembre, aveva portato il comune di Triora a emettere la controversa ordinanza sul gallo forcello, all'insegna del proibizionismo montano. Siamo in una botte di ferro.














