Venerdì 12 settembre alle 21.15 il teatro Ariston di Sanremo ricorderà il 25° anniversario della caduta del muro di Berlino, con un concerto dell’Orchestra Sinfonica di Sanremo. Il maestro Bruno Santori dirigerà i professori nel ‘Requiem tedesco’ di Johannes Brahms con il soprano Gabriella Costa, il baritono Sergio Foresti e il ‘Choeur Regional Paca’.
L’appuntamento sarà preceduto da un aperitivo con prodotti berlinesi e dalla proiezione di un filmato nella sala incontri Ariston. Un evento importante dedicato alla caduta del muro e dal duplice significato: un ritorno nel passato storico di Sanremo (sede nel 1920 di una conferenza internazionale con i rappresentanti delle nazioni vincitrici della prima guerra mondiale) e un arrivo simbolico per il Maestro Santori pronto a dirigere, probabilmente, l’ultimo concerto da direttore stabile e artistico dell’orchestra matuziana.
“Per me è un concerto importante che arriva a compimento di un percorso da direttore della Sinfonica – ha spiegato Santori – questo ‘Requiem’ è un inno alla rinascita e mi piace pensare di lasciare la speranza di una rinascita. Per me l’orchestra ha significato molto, c’è stato un abbattimento del muro tra musica classica, propria dell’orchestra e il pop, simbolo del Sanremo e il Festival".
Superato il confine musicale, è il muro politico a mettere in discussione il futuro del direttore, sulla carta, in carica fino al 31 dicembre 2014. Nel ciclone delle rivoluzioni ai vertici, ordinate dall’amministrazione comunale (vedi CdA partecipate) anche il ruolo di Santori appare sempre più in forse. E dietro l’angolo si sussurra il nome di un sostituto: il maestro De Lorenzo.
“Non so nulla, non so cosa abbiano intenzione di fare – conferma Santori riferendo alle intenzione dell’amministrazione Biancheri - Quello che mi sembra potrebbe essere muovo direttore è una persona che stimo. Quello che mi ha infastidito sono stati i metodi con i quali la notizia è emersa. Non sono stato ascoltato prima di altri”. Una disparità di trattamento che non va giù al direttore, rimasto basito di fronte alla richiesta della presentazione di un progetto in tre giorni".
“Hanno tutto il diritto di esprimersi su di un nuovo direttore artistico ma ho ricevuto una lettera, prima di fare le prove di un concerto, in cui mi si chiedeva in tre giorni di consegnare entro il 25 agosto un progetto artistico triennale con dati economici e finanziari. Ho chiesto venti giorni e non ho avuto ancora risposta e poi mi si dice che il maestro De Lorenzo l’ha già fatto, quanto meno datemi lo stesso tempo! I progetti io li sto portando avanti da cinque anni!”.
Secondo il direttore della Sinfonica, nonché direttore artistico di Area Sanremo, il futuro per l’Orchestra è legato al Festival e all’Ariston. “Occorre fare lo sforzo politico di centralizzare l’orchestra all’interno della kermesse, unire l’immagine della musica al fiore – ha ribadito Santori – se oggi sto lasciando lo faccio con la soddisfazione di chi ha portato mille persone ad ascoltare l’orchestra, la Sinfonica ha suonato in piazza Duomo a Milano con i più grandi cantanti, ha suonato per il disco dei 30 anni degli Stadio. Ho portato oltre duecentomila euro all’orchestra di concerti privati ogni anno.”
La doppia direzione con un altro Maestro? “Non ha senso e come guidare in due. Bisogna scegliere una direzione. Ho telefonate di manager che mi chiedono della Sinfonica per progetti all’estero. Mi sarei interessato di parlare a Carlo Conti (prossimo conduttore Festival 2015 ndr) di come coinvolgere la Sinfonica ma adesso non lo faccio perché non sono in condizione di farlo”.
Sintetico il commento sulla vicenda da parte del patron Vacchino: “In questa vicenda noi siamo terzi, la situazione presenta connotati di disagio, ci stiamo creando dei muri (il primo è quello tra Stato e cittadini e poi ci sono altri sottomuri.. ma i muri sono fatti di mattoni e anche di vetro.”


















