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Festival di Sanremo | 17 febbraio 2014, 13:16

Approda a Sanremo il truck della Polizia per il progetto "Una vita da social": oggi visita di Fabio Fazio agli studenti del Liceo

L'incontro stamani nell'aula creata all'interno del mezzo posteggiato in piazza Colombo.

Approda a Sanremo il truck della Polizia per il progetto "Una vita da social": oggi visita di Fabio Fazio agli studenti del Liceo

La Polizia di Stato si dimostra al passo coi tempi e dei social network con “Una vita da social!” su iniziativa della Gruppo Eventi di Vincenzo Russolillo; un progetto itinerante che in questi giorni fa tappa a Sanremo. Un groso camion blu della Polizia rimarrà in piazza Colombo per la settimana del Festival della canzone italiana. Oggi per presentare la campagna educativa è intervenuto anche Fabio Fazio, conduttore di questa 64ma edizione della kermesse canora. Insieme a lui c'erano il questore Pasquale Zazzaro ed il primo dirigente del commissariato di polizia di Sanremo Lorenzo Manso. Davanti a loro una platea di studenti del liceo della città dei fiori.  




Fazio persona molto attenta ai social network ha voluto rivolgere un quesito a questi studenti: "Io sono padre vecchio di bambini piccoli, il mio è un problema rimandato non so come si evolveranno le cose e quali pericoli oltre alla opportunità metterà a disposizione la tecnologia. Io lavoro in una redazione con ragazzi di 25 anni. Più vado avanti e più mi pongo una domanda. Non si può fermare l'evoluzione di nulla ed i social e l'abitudine che stanno creando. Svelare tutto di se, il disvelamento di se è un regalo gratuito che facciamo agli altri, è il più prezioso che possiamo fare. Perchè ad un numero di persone che non conosco devo svelare le cose più belle e segrete di me in un età dove uno cresce e sta costruendo quello che diventerà. Perchè dobbiamo privarci dell'intimità? Noi riveliamo l'intimità e poi ci si ritorce contro come nella cronaca di questi giorni dove l'intimità viene adoperata per fare una violenza privata terribile e vigliacca. Controllare i mezzi che abbiamo è fondamentale per non farci male e bisogna controllare anche quello che è virtuale che non è meno grave di quello che è fisico".

Il progetto vuole promuovere una campagna educativa itinerante sui temi dei social network Cyber bullismo, adescamento, sicurezza e violazione della privacy online. Per la prima volta Aziende come Facebook, Fastweb, Google, H3G, Libero, Microsoft, Telecom Italia, Norton by Symantec, Skuola.net, Vodafone, Virgilio, Wind e Youtube e Consorzio Gruppo Eventi, insieme alla Polizia di Stato per un solo grande obiettivo: “rendere la rete sempre più sicura dopo i gravissimi recenti episodi di cronaca culminati con il suicidio di alcuni adolescenti ed il dilagante fenomeno del cyber bullismo e di tutte le varie forme di prevaricazione connesse ad un uso distorto della rete”.

Gli operatori della Polizia Postale e delle aziende, attraverso un truck di 18 metri allestito con un’aula didattica multimediale con postazioni internet, ogni mattina, dal 17 al 22 febbraio, dalle 9 alle 18 in Piazza Colombo, svolgeranno incontri, con un linguaggio semplice ma esplicito adatto a tutte le fasce di età, con studenti, genitori, insegnanti e società civile, sull’utilizzo sicuro, consapevole, responsabile e critico della rete internet. Tra le novità, non poteva mancare la pagina facebook “Una vita da social!” dove verranno postate le attività e le impressioni dei giovani internauti durante tutte le tappe del Truck.

“La Polizia di Stato da oltre dieci anni è fortemente impegnata nei progetti educativi su questi temi, tuttavia con il progetto itinerante una vita da social! ci siamo posti l’obiettivo di raggiungere con la formazione anche gli adulti, che svolgono un ruolo determinante nel garantire che l’esperienza di utilizzo del web da parte dei ragazzi sia una grande opportunità” - ha dichiarato Pasquale Zazzaro, Questore della Provincia di Imperia. “Grazie alle attività di formazione abbiamo visto una crescita della consapevolezza che difendersi è possibile, sono cresciute le denunce, è cresciuta la percezione che ciascuno è responsabile di ciò che compie in rete e anche un gesto fatto per scherzo può avere conseguenze serie.”

Stefano Michero

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