"Metti che una mattina ti telefonino e ti dicano che devi suonare uno spartito quasi inedito, sul pianoforte che appartenne a Ludwig van Beethoven. Un tuffo al cuore. Un'emozione indescrivibile. Mi tremano i polsi solo a pensarci. Ma ovviamente ho accettato. Ed è tutto vero" Con queste parole il professor Massimo Anfossi, pianista di fama internazionale, 46 enne, di Taggia, residente a Molini di Triora ha commentato in prima battuta l’invito ricevuto. Accadrà tutto a Bonn, l'ex capitale della ex Repubblica Federale Tedesca e città natale di Beethoven. Il manifesto, già pubblicato, colloca l'evento venerdì 25 aprile alle cinque del pomeriggio.
"Sarà un concerto molto particolare per veri conoscitori della musica classica.- spiega il pianista ligure - presenterò per la prima, la Fantasia Biamonti 213 di Ludwig van Beethoven assieme ad altri brani del periodo di Bonn del giovane Beethoven. Ma la particolarità dell’evento, è che suonerò sul fortepiano Conrad Graf (del 1824) appartenuto al grande compositore tedesco. Un privilegio che pochi artisti al mondo hanno avuto, come Maurizio Pollini, Alfred Brendel, Jorg Demus, e pochi altri ancora"
Il fortepiano è uno strumento musicale rarissimo. Venne usato per pochi decenni nella fase di passaggio dal clavicembalo al pianoforte. Il fortepiano è il precursore del pianoforte. Strutturalmente molto simile, si differenzia soprattutto per il tipo di suono prodotto, dovuto al fatto che i martelletti che percuotono le corde sono ricoperti di pelle e non di feltro come nei moderni pianoforti.
Ne esistono pochi esemplari al mondo ed ovviamente quello appartenuto a Beethoven viene conservato con assoluta religiosità nella Beethoven Haus di Bonn, la casa natale del compositore, ora trasformata in museo e sede di prestigiosi eventi musicali.
"La richiesta di eseguire il concerto, usando proprio quel fortepiano, da parte della prestigiosa fondazione tedesca mi lusinga grandemente. Deriva dal ritrovamento e dalla sua registrazione in un CD, da me portata a termine tre anni fa, in prima mondiale assoluta, di un importante frammento inedito beethoveniano sopravvissuto fino ad oggi, ed appartenente ai manoscritti della raccolta Kafka Skizzenbüch, custodita presso il British Museum di Londra.- Spiega Anfossi - Questo manoscritto fu successivamente catalogato da Giovanni Biamonti come Fantasia Biamonti 213. Nel mese di Dicembre 2011, grazie alla casa discografica Inedita di Roma, è stata pubblicata la prima edizione critica, contenente i due primi movimenti di questo importante documento. Il cd ha ricevuto il riconoscimento massimo di 5 stelle dalla prestigiosa Rivista Musica”
Fino alla registrazione eseguita dal maestro ligure il brano non era mai stato musicato, ma rappresenta un momento particolare nella produzione del genio della musica tedesca. Si tratta di una vera e propria Sonata incompiuta di Beethoven. Incompiuta perché in origine i movimenti del manoscritto erano e sono 3 (per una durata di circa 21 minuti), ma soltanto i primi due movimenti sono praticamente completi, mentre il terzo, pur essendo ben definito per la parte della linea melodica, presenta numerosissime mancanze nella parte della mano sinistra. L’ampiezza e la struttura stessa della composizione, in 3 movimenti, porta alla considerazione che evidentemente si tratta di una Sonata, ma quello che più conta, è l’estrema libertà formale che appare nei primi due movimenti, che anticipano la rivoluzione viennese di Ludwig van Beethoven.
Durante Il concerto, alla presenza del Dott. Michael Landenburger direttore della sezione musicale, verranno illustrate, da parte degli studiosi Beethoveniani Dott. Luigi Bellofatto e Dott. Armando Orlandi, le caratteristiche dei brani scelti, nonché della Fantasia Inedita Biamonti 213.
"Arriverò a Bonn il giorno prima per esercitarmi sul mitico fortepiano Graf. Avrò poche ore per familiarizzare con uno strumento, ormai introvabile, diverso dal pianoforte su cui siamo abituati oggi. Conosco molto bene ormai la sonata. - conclude Anfossi - Dovrò cercare di immaginare la sua riproduzione col fortepiano. Così come la musicò la prima volta, in anni lontani un giovanissimo Ludwig van Beethoven"
Se ad aprile vi capiterà di passare ad Agaggio, frazione di Molini di Triora dove c'è la casa studio del prof Massimo Anfossi non stupitevi se sentirete nell'aria vaghe sonate di Beethoven.
















