La minoranza ha voluto prendere una dura posizione contro la prematura conclusione del consiglio comunale di ieri sera ad Imperia. Poco prima della mezzanotte la pubblica assise cittadina si è chiusa con la mancata discussione di alcuni punti all'ordine del giorno, in particolare sulla questione Seris e le partecipate ed anche sulla Tares.
Gli argomenti, in un primo momento erano stati messi in coda ma al momento della trattazione l'abbandono dell'aula da parte della maggioranza, che ha portato a far mancare il numero legale, ha posto un'inaspettata chiosa sulla serata. Secondo i capigruppo di maggioranza si era trattata di una decisione necessaria per evitare una discussione a loro dire 'sterile e fine a se stessa', quella sulla Seris e le partecipate, perchè collegata alla sorte di un emendamento che oggi sarà discusso in Parlamento che dovrebbe portare a delle modifiche strutturali della normativa in merito.
“Non era mai successo niente di simile ad Imperia – spiega Giuseppe Fossati, Capogruppo di Imperia Riparte - Si è trattato di un atteggiamento di arroganza che non trova precedenti nemmeno negli anni più bui. Se passasse questa linea la minoranza non potrebbe mai nemmeno discutere. Chiederemo di ridiscutere quanto prima queste pratiche ma personalmente non ho più voglia farmi prendere in giro, o si rispettano gli accordi o non so nemmeno se parteciperò più alle riunioni capigruppo o se mi presenterò ancora in consiglio comunale. Farò nei prossimi giorni un esposto al Prefetto per la tutela dei diritti della minoranza, Capacci e la maggioranza non possono fare quello che vogliono. Il dato politico di quanto successo ieri evidenzia che ci sono profonde divisioni tra le fila dalla maggioranza e se c'è un problema loro lo accantonano sotto al tappeto anziché risolverlo”.
Infine sull'aspetto tecnico e sulle decisioni prese dal presidente del consiglio comunale, Paolo Strescino, Fossati aggiunge: “Al presidente del consiglio comunale non posso fare appunti, ma ha commesso un errore sull'interpretazione del regolamento, a causa di quanto sostenuto dal Segretario Generale. Non avrebbe dovuto sciogliere il consiglio”. Nelle concitate fasi finali, proprio Fossati, aveva gridato 'Vergogna' all'attenzione del segretario, che per tutta risposta l'aveva invitato a 'leggersi il regolamento'. Su questo punto Fossati è chiaro “Il regolamento a mio avviso parla chiaro ed è da 20 anni che si fa così: in questi casi viene fatto l'appello si sospende la seduta per 10 minuti e si rifà l'appello per dare la possibilità a qualche consigliere di presentarsi. Non si doveva sciogliere il consiglio. Il regolamento dice tutt'altro e farò quanto in mio potere perchè venga fatta chiarezza”.
Chiede un “commissariamento politico attraverso la redistribuzione delle deleghe tra le diverse forze politiche in Consiglio, Antonio Russo del M5S:
“Il Sindaco ha perso fiducia e autorevolezza. Che fiducia possiamo avere se appena tornato, dopo che la città era stata presa d’assalto, scappa come uno Schettino qualsiasi. A questo proposito chiediamo di ritirare le deleghe agli assessori, di ridistribuirle su tutte le forze politiche del consiglio. Una sorta di governo di salute pubblica. Noi non chiederemo di entrare. Manterremo il nostro ruolo di controllori. Facciamo appello anche al Pd di andare oltre gli interessi di bottega. A questo punto ci affidiamo al loro buonsenso. Il sindaco è inaffidabile. Non si può fare finta di niente e cercare di scaricare le colpe su altri. Solo Zagarella e qualcun altro hanno cercato di tener alto l’onore della città.”
Parla di colpo di mano Alessandro Casano de “La Svolta”: “Ieri si è superato il limite. Il colpo di mano della maggioranza nell’invertire l’ordine del giorno è inspiegabile. Denota una mancanza di rispetto totale, dei cittadini in primis. Sintomo di una schizofrenia della maggioranza: hanno fatto in fretta e furia una mozione di supplica a Roma affinché si cambiasse la legge per Imperia sulla Tares. E poi ieri sera decidono di non affrontare la questione. Volevano anche farcela votare. Invece di ritirarla. Si sono accorti che si sarebbero esposti al ridicolo. Così se ne vanno e aggirano il problema. Chiediamo che ci sia rispetto per gli step degli iter burocratici. Non si esclude la possibilità di non presentarsi alle conferenze dei capigruppo. Ora chiediamo che non si sottraggano alle loro responsabilità e abbiano il coraggio di uscire allo scoperto. Hanno dimostrato che non vogliono avere un confronto politico con minoranza e cittadini.”
“Per cambiare la città bisogna prima cambiare la gestione democratica”, sottolinea Gianfranco Grosso di Imperia Comune: “Prendo atto del fatto che la maggioranza, che deve approvare delle pratiche, ha fatto cadere il consiglio. Non capisco come una maggioranza possa far cadere il consiglio. Un Sindaco che manca da 15 giorni, con tuttoc ci che è successo a Imperia, che torna e se ne va. Abbiamo bisogno di consiglieri che votino le pratiche. Da quando sono presente in Consiglio, dal ‘95, non mai visto una cosa di questo genere. Una forma di arroganza terribile. Ci hanno tappato la bocca, il diritto di critica. E’ una cosa gravissima. Chiediamo al Sindaco che lavori con umiltà, confrontandosi. Per ambiare la città (come aveva promesso in campagna elettorale) bisogna la cultura, il modo di atteggiarsi con le minoranze. La maggioranza faccia il suo dovere di gestione democratica, cosa che non è ancora avvenuta da quando si è insediata.”
Piera Poillucci di Forza Italia vede la maggioranza in difficoltà e oggetto di spaccature interno: “Anche all’interno dell’amministrazione Capacci ci sono spaccature. Il problema della Tares arriva dall’Assessore Abbo che ha taciuto alla stessa maggioranza le complicazioni. E ancora la consigliera Mezzera (Pd), ha detto chiaramente in Commissione consiliare, aperta al pubblico, che se succede un altro patatrac sul caso Seris è pronta a dimettersi. Quindi noi vogliamo capire se sono in grado di amministrare o meno. Non possiamo permetterci un altro commissariamento tecnico. Chiediamo inoltre che il Consiglio ndel 27 dicembre si faccia assolutamente. Noi il consiglio lo vogliamo, piuttosto veniamo il 31 dicembre.”













