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Politica | 04 luglio 2013, 16:16

Sanremo: lo SNALC proclama lo stato d'agitazione e chiede alla Casinò spa di ritornare sui suoi passi

Al centro dell'intervento del segretario Lorenzo Semeria proprio l'accordo dell'11 giugno scorso.

Lorenzo Semeria

Lorenzo Semeria

Lo Snalc è sul piede di guerra e oltre a proclamare lo stato d'agitazione minaccia di dar vita quanto prima ad uno sciopero o altre manifestazioni di protesta. Il sindacato, attraverso il suo segretario Lorenzo Semeria, ha invitato la Casinò Spa a riprendere in mano le trattative per quanto riguarda i lavoratori della casa da gioco. Nella fattispecie il sindacalista invita il Cda a “... Riconsiderare l’accordo dell’11 giugno scorso in quanto taglia pesantemente le retribuzioni dei lavoratori e supera di molto l’importo previsto nel piano d’impresa per il raggiungimento dell’equilibrio economico e finanziario della Società; a corrispondere per intero la 14ma mensilità; a rispettare quanto previsto dalla disciplina contrattuale e dalla prassi aziendale in atto in materia di orario di lavoro”.

Proprio il mese scorso infatti per far fronte alla drammatica situazione economica che aveva investito la casa da gioco, i vertici e le organizzazioni sindacali, slc-cgil, fisascat-cisl, uilcom-uil, ugl, ma non lo snalc-cisal, avevano sottoscritto un'ipotesi d'accordo. Il documento prevedeva che a decorrere dal 1 luglio di quest'anno fino al 30 giugno 2015, venissero applicate una serie di misure per la riduzione delle retribuzioni, dirette e differite, dei dipendenti, con l'imposizione di un taglio del 75% della quattordicesima mensilità, un tfr calcolato solo sulla paga base, la riduzione della contribuzione alla previdenza complementare, l'abolizione dell'indennità pulizia vestiario, la non computabilità nell’orario di lavoro del tempo necessario a indossare la divisa, la riduzione dei contributi al cral e alla cimi, tre giorni di ferie non pagate, il blocco degli automatismi, il rinnovo del c.c.l. 2012-2014 a costo zero e la rinuncia all'indennità di vacanza contrattuale.

Inoltre, a decorrere dal 1° luglio secondo la volontà condivisa nella bozza di documento era prevista l'applicazione di un contratto di solidarietà difensivo con la riduzione dell'orario di lavoro applicata a tutto il personale in forza in ragione del 16,5% e per la durata massima consentita dalla normativa, comunque non inferiore a 24 mesi, eventualmente prorogabili. “I tagli delle retribuzioni dei dipendenti sono eccessivi, ingiustificati e vessatori; la riduzione della retribuzione, diretta e differita, dei lavoratori, complessivamente considerata, sarà su base annua di circa il 28%; per il periodo di durata dell'accordo sottoscritto (1.7.2013-30.6.2015) verranno tagliate le retribuzioni, dirette e differite, dei dipendenti per un importo di circa € 15.000.000; il taglio delle retribuzioni metterà a dura prova i bilanci famigliari dei dipendenti; la riduzione dell'orario di lavoro a 29 ore inciderà pesantemente e negativamente sulla produttività delle attività aziendali” - commenta Semeria.

La suddetta ipotesi d'accordo era stata approvata dai lavoratori della casa da gioco, con 149 voti favorevoli, 125 contrari, 4 schede bianche ed altrettante nulle. “Un referendum che è stato condizionato pesantemente dalla paura di tanti dipendenti di perdere il posto di lavoro” - sostiene il segretario dello Snalc.

“La Casino S.p.A nel piano di impresa 2012-2014, approvato dal Comune di Sanremo in data 5 febbraio 2013, non ha previsto esuberi di personale ma una riduzione del costo del personale per 4.200.000 euro (da € 26.900.000 consultivo esercizio 2012 a € 22.719.000 preventivo 2013) da conseguirsi principalmente attraverso l'esodo incentivato dei dipendenti, utilizzando, ed implementando con risorse proprie della Società, l'accantonamento straordinario aziendale (fondo di crisi); - aggiunge poi Semeria - che successivamente all'approvazione del piano d'impresa da parte del Comune di Sanremo, la Casino S.p.A. ha chiesto alle organizzazioni sindacali di addivenire ad una intesa per ridurre il costo del lavoro dell’importo di cui sopra al fine di assicurare l'equilibrio economico e finanziario della Società”. In data 24 aprile 2013 la Casino S.p.A. ha comunicato a slc-cgil, fisascat-cisl, uilcom-uil, snalc-cisal, ugl l'avvio della procedura di licenziamento collettivo ex articoli 4 e 24 della legge n. 223 del 23 luglio 1991, quantificando in n. 123 unità gli esuberi di personale su un organico di 333 dipendenti".

"L'organico, dall'avvio della procedura di licenziamenti collettivi, si è ridotto di 25 unità di cui 9 per motivi fisiologici e 16 incentivati con risorse proprie della Casino S.p.A. per un importo previsto nell'accordo di € 510.000 senza utilizzare l'accantonamento straordinario aziendale. Ritenuto che la riduzione del costo del personale, possa essere perseguita efficacemente continuando il processo di riduzione del numero dei lavoratori dipendenti, da tempo adottato dalla Società, mediante il blocco del turn over e l’utilizzo dello strumento dell'esodo volontario incentivato. - prosegue il rappresentante dello Snalc - Considerando che l'accantonamento straordinario aziendale c. d. fondo di crisi rappresenta a tutti gli effetti un ammortizzatore sociale disponibile per gestire le eccedenze di personale senza ricorrere a licenziamenti collettivi, senza danneggiare l’efficienza produttiva ed organizzativa aziendale e senza penalizzare pesantemente le retribuzioni dei dipendenti".

"L'accantonamento straordinario aziendale disponibile alla data del 31.12.2013 ammontava a € 1.104.837,06 e se venisse utilizzato anche l'importo che la Casino S.p.A. versa annualmente nel fondo, pari 0,35% degli introiti di gioco, si potrebbero incentivare, nelle varie modalità, compresa quella prevista dalla riforma Fornero, altri 35-40 dipendenti senza costi aggiuntivi per la Società e con una riduzione del costo del personale di circa 2.500.000 euro. Pertanto questo fondo potrebbe essere utilizzato anche per incentivare almeno altri 20 dipendenti a trasformare il loro rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale. A tal fine circa 10 dipendenti hanno già manifestato alla Società il loro interesse".

"Con queste misure, unitamente alla riduzione del costo del personale conseguita con la riduzione dell'organico di 25 unità, la Società otterrebbe una riduzione del costo del personale superiore a quello previsto nel piano d'impresa approvato dal Comune di Sanremo. - conclude Semeria - Infine il costo del lavoro potrebbe essere ulteriormente ridotto, per esempio, attraverso la rivisitazione di tutti gli istituti economici e normativi del c.c.l., l’eliminazione delle rigidità funzionali ed organizzative che limitano la flessibilità, la riorganizzazione di tutte le aree aziendali, l’internalizzazione dei servizi affidati a terzi, l’eliminazione delle consulenze inutili”.

Stefano Michero

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