'Non disperdiamoci' è il nome del progetto dell'I.I.S. G. Ruffini di Imperia, destinato agli allievi e agli insegnanti del biennio, finalizzato a limitare l'insuccesso e il conseguente abbandono scolastico nei primi due anni della scuola superiore.
'Disperdere' è un termine che evoca l'assenza di meta: come foglie al vento, vaganti senza direzione, ancora molti, troppi ragazzi di 14, 15 e 16 anni finiscono per macerare le loro inespresse potenzialità nel limbo di una scuola che non li 'raccoglie', non li 'traghetta' verso un progetto di formazione e soprattutto di vita. E' proprio da qui che nasce l'idea del progetto: creare uno spazio di relazione e di collaborazione in cui tutor, allievi e genitori possano fermarsi davvero, ma per pensare a darsi gli strumenti per porsi le domande. Perché le insufficienze, perché le criticità nello studio autonomo, perché la disattenzione, perché l'apatia? Quali sono i meccanismi mentali che sottostanno all'apprendere? Sono modificabili, migliorabili?
Gli insegnanti 'tutor' hanno pertanto elaborato strategie e strumenti di intervento e di ascolto con la supervisione della neuropsicologa, lavorando poi in maniera individuale sugli allievi 'a rischio', e restituendo i risultati del lavoro ai genitori. Molto è ancora possibile, migliorabile, sperimentabile. Anche con le poche risorse economiche di cui la scuola risente in maniera significativa, le cosiddette 'risorse umane', che sarebbe meglio iniziare a chiamare 'ricchezze umane'. Allora basta usare gli spazi che la scuola ha, senza grandi investimenti tecnologici, per tornare ad insegnare ai ragazzi che 'apprendere' è il motore della libertà più autentica, quella di essere creature pensanti. Eccellenti, alla luce degli sforzi progettuali, educativi e didattici messi in atto dall'I.I.S. G. Ruffini di Imperia, sono i risultati diffusi dall'IRIS, Università degli Studi di Genova, nel report 2012, relativi al rendimento degli studenti, di seguito riportati.















