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Politica | 20 aprile 2013, 14:10

Sanremo: referendum dei dipendenti al Casinò, la posizione del sindacato Ugl Terziario

La situazione sembra essere dunque diventata, se possibile, ancora più complicata, dopo la netta bocciatura della bozza d’intesa raggiunta con quattro delle sigle sindacali attive nella Casa da gioco matuziana.

Roberto Spina (Ugl)

Roberto Spina (Ugl)

Era stato programmato da giorni, ma visto l’esito del referendum di ieri, il consiglio di amministrazione del Casinò di Sanremo ha deciso di disdire l’incontro con i sindacati fissato per lunedì prossimo. La situazione sembra essere dunque diventata, se possibile, ancora più complicata, dopo la netta bocciatura della bozza d’intesa raggiunta con quattro delle sigle sindacali attive nella Casa da gioco matuziana, che faceva sperare che anche i lavoratori avrebbero approvato. Così non è stato e gli scenari futuri sono decisamente incerti.

Il segretario nazionale dell’Ugl Terziario, Giancarlo Bergamo, commenta così l’esito del referendum di ieri al Casinò di Sanremo: “Non vogliamo fare polemica, ma ci sembra che la partita a livello comunicativo e organizzativo non sia stata ben gestita. Non si può arrivare lo stesso giorno a incontrare il ministero del Lavoro, cui chiedere se ci sono ammortizzatori sociali a disposizione, e contemporaneamente andare al voto sulla riduzione dei costi aziendali. Questo ha portato i lavoratori a ritenere che ci fossero spazi per migliorare l’accordo, ipotesi che non escludo visto che già lunedì prossimo ci sarà un nuovo incontro tra azienda e sindacati”.

Bergamo sottolinea ancora: “Non ci è piaciuto il comportamento di alcune ooss che pur avendo firmato l’accordo non l’hanno difeso come hanno fatto altri. Se non si è convinti gli accordi non si firmano: tenere il piede in due staffe non è corretto nei confronti degli altri sindacati e dà adito ai lavoratori a pensare che si poteva fare di meglio”. Quanto al paragone con quanto avvenuto l’anno passato a Campione “Quello era un caso diverso: tutti i sindacati avevano firmato il primo accordo e successivamente si era potuto attingere ai fondi della Regione Lombardia".

Il segretario aziendale e coordinatore nazionale, Roberto Spina, aggiunge: “Non mi sento di  buttare la croce su nessuno ma è anche vero che ci sono state pulsazioni a distruggere e a questo non c’è rimedio .Il voto negativo all’accordo a congelato tutto, in una situazione irreale e paradossale,ci ha catapultato indietro di mesi e ora c’è da chiedersi se si sarà la strada e il tempo per trovare una soluzione diversa e al momento ritengo che non ci siano alternative. L’esito del voto comunque ha ‘sparigliato’ mi pare che avremo il tempo e il bisogno di guardarci in faccia e parlarci con chiarezza per trovare tutto ciò che serve e concludere rapidamente questa necessità che va messa nel conto. Il rinvio della riunione programmata da tempo e da considerare come un effetto domino conseguenziale”.

Intanto, per martedì 23 aprile è stato convocato il Cda. In tale occasione verrà, tra l’altro, esaminato l’esito del referendum e verranno assunte le delibere consequenziali. “Prendiamo atto del risultato democratico, piuttosto netto, espresso dai lavoratori, ma continuiamo a ritenere che quell’accordo, che abbiamo fortemente difeso, sia l’unico possibile e valido per salvare tutti i posti di lavoro”.

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