Come previsto dal clima che si era venuto a creare alla vigilia, ed anticipato ieri con l'intervista al consigliere comunale del Pdl Massimiliano Moroni, ad accendere il consiglio comunale di Sanremo è stato l'ordine del giorno relativo all'Imu sui terreni agricoli. Le tensioni in aula non hanno riguardato il contenuto sostanziale del documento, ma la presunta incompatibilità del consigliere Alberto Biancheri (visto che il collega Nicolino Del Sole della Lega Nord era comunque uscito dall'aula) che lavora proprio nel mondo della floricoltura.
A sollevare la questione è stato lo stesso Moroni che, in un recente consiglio comunale, aveva lasciato l'assise dedicata al piano di impresa del casinò, insieme ad altri tre consiglieri dipendenti o parenti di persone che lavorano nella casa da gioco. Una situazione che si era venuta a creare, pur con non poche polemiche da parte di Moroni, in seguito ad un parere presentato dal segretario comunale e dalla Prefettura.
"Chiedo, come era stato detto a me quando si era parlato di casinò, se non ci possa essere un conflitto di interessi anche quando un consigliere comunale che fa il floricoltore parla di floricoltura - ha detto Massimiliano Moroni - Se vale per me come categoria, quando mi è stata sollevata la questione del rischio di assoluta imparzialità e indipendenza di giudizio, deve valere per tutti. Il principio deve infatti essere uguale per ogni tipo di consigliere, quando vengono trattate questioni dalle quali possa avere un vantaggio. Non devo essere solo io a ricevere questo trattamento".
"L'articolo che tratta questo aspetto - ha precisato il neo segretario comunale Nicoletta Blencio - prevede che un amministratore debba astenersi da votazioni su delibere riguardanti interessi propri o parenti fino al 4° grado. Questo non si applica su argomenti di carattere generale, come per esempio i piani urbanistici. Il caso di specie riguarda proprio un provvedimento di carattere generale e che quindi non comporta un'incompatibilità".
Immediata la replica di Moroni che ha nuovamente posto l'accento su quanto accaduto in occasione dell'assise dedicata al casinò. "Nell'ordine del giorno che volevo presentare in quella seduta non c'era alcun conflitto di interessi - ha detto Massimiliano Moroni - quindi è stato usato un peso diverso da quello che si usa questa sera. Ammonisco il presidente Lupi a non ripeterlo in futuro".
Dichiarazione che non poteva che scatenare la reazione dello stesso Marco Lupi. "Io lo ripeterò e sarà poi una valutazione del consigliere Moroni se rimanere o andare via dall'aula - ha risposto il presidente del consiglio comunale - Stiamo parlando di due cose diverse. La scorsa volta l'incompatibilità era sorta perchè si stava discutendo del piano di impresa del casinò con il taglio degli stipendi, ed essendo Moroni un dipendente della casa da gioco era interessato in prima persona. Avevo così chiesto un parere al Prefetto che aveva confermato la linea espressa dal segretario comunale. Poi ricordo che sono stati i consiglieri in questione, di loro spontanea volontà e senza che si dovesse chiamare la forza pubblica, ad uscire volontariamente per evitare un eventuale ricorso che avrebbe potuto cerare un problema".
"Non è vero che sono cose diverse - è nuovamente intervenuto il consigliere Massimiliano Moroni prima di abbandonare l'aula in segno di protesta - perchè quando un floricoltore si vota uno sgravio c'è sicuramente un conflitto di interessi". Il consigliere Moroni, nel corso della serata, non ha poi partecipato alla trattazione delle pratiche sui debiti fuori bilancio, abbandonando l'aula e dicendo "Queste ve le votate voi".

















