“Riccardo Giordano, dirigente del Pd e capogruppo in Provincia per lo stesso Partito, attacca duramente Carla Nattero, esponente di Sel, poiché questa ha invitato il Pd a non legarsi col Centro e ad evitare una deriva moderata. Nell'evidenziare che in provincia Sel ha preso il 3 per cento e Rivoluzione Civile non ha raggiunto il 2, Giordano liquida con consueto stile la rilevanza delle nostre formazioni e proposte e afferma perentorio che il voto "antagonista" è andato a Grillo”.
Lo scrive Pasquale Indulgenza, ex candidato alla Camera per Rivoluzione Civile membro del Comitato Politico Regionale del PRC Liguria. “Posto che è lampante che siamo stati pesantemente sconfitti - così come è stato pesantemente sconfitto il Pd, mentre Berlusconi ('resuscitato' anche e soprattutto grazie al fatto che il centrosinistra non ha voluto andare a votare prima), si è abilmente ripreso un suo pezzo di rappresentanza sfruttando un sistema elettorale favorevole - e che per noi si dà l'impellente necessità di esaminare in profondità e rimediare agli errori fatti, sarebbe importante capire come si pongono Giordano e il Pd nei confronti del contenuto "antagonista" in questione, che nelle sue considerazioni sembra essere quasi un fenomeno scontato, da far rientrare nel solito, vecchissimo schema politicista di un recupero tattico (l'attenzione al "populismo" esistente di fatto nella società, che Giordano trova non sia stata adeguata...). La realtà è molto più complessa e dolorosa. Stiamo parlando infatti della scelta fatta democraticamente da milioni e milioni di persone, moltissime provenienti da sinistra. Si accorge Giordano che in una parte così consistente della società italiana non c'è solamente una accesa richiesta di colpire i privilegi della "Casta" e lo sdegno per mille e mille manifestazioni di corruzione degli apparati politico-istituzionali, ma la insopportabilità di problemi economici e sociali divenuti strutturali e atroci negli effetti? E davvero i dirigenti del Pd pensano ora che la situazione sia recuperabile unicamente sul piano del consenso, cambiando facce e puntando a comunicare in modo più giovane, per così dire 'renziano', mentre in Parlamento si corteggiano gli eletti del M5S, di cui fino a ieri si è detto tutto il male possibile, magari concedendo ai loro referenti sociali qualcosa di facile effetto?”
“Non ci si avvede – prosegue Indulgenza - che la questione è ben più radicale? Che la protesta capeggiata da Grillo è cresciuta enormemente col crescere del disgusto e del dissenso verso un anno di governo Monti, pienamente sostenuto dal Pd, che ha massacrato i ceti popolari? Una esperienza devastante che con le sole controriforme Fornero, votate dal Pd, ha mortificato e precarizzato la vita di milioni di pensionati, lavoratori e giovani? Non ci si avvede che nell'onda del M5S è presente in misura rilevantissima, ancorché fluida e non sempre esplicita, la contestazione di un comando economico-finanziario che, condotto da banchieri e tecnocrati, ha continuato a favorire la speculazione, a privilegiare spese per opere inutili e costosissime per la collettività come la Tav in Val di Susa, a privatizzare i beni comuni come l'acqua, a tagliare sui servizi pubblici? Non ci si avvede che la rabbia che potentemente è salita fino a Montecitorio e Palazzo Madama porta anche, di base, un no all'ideologia liberista dominante e agli scempi che va determinando sul piano sociale, tra disuguaglianze che crescono, sviluppo bloccato e povertà in aumento? L'Italia è in piena recessione; abbiamo oltre due milioni e mezzo di disoccupati; un giovane su tre non trova lavoro. Centinaia e centinaia di migliaia di persone sono ormai privi della forma ancorché minima di protezione sociale; un fisco iniquo con i deboli e lassista con i forti; una odiosa stretta creditizia che pesa su tantissimi artigiani e piccoli imprenditori. Nei prossimi mesi, per effetto del precipitare della crisi, la situazione è destinata a peggiorare ulteriormente, con un conseguente aumento dei drammi e delle tensioni sociali. Vedremo allora chi vorrà assumere, di fronte ai cittadini e ai lavoratori, la vera responsabilità di quanto sta accadendo: chi avrà la coerenza e il coraggio di scegliere, mettendosi in discussione per davvero, di battersi contro le politiche filopadronali e antipopolari portate avanti finora e chi, al contrario, continuerà a dire sì alle stesse promozionandole come dovute, se non addirittura eque, e ad agire la politica, in territori come il nostro, come un necessario, continuo assecondamento di 'umori' pregiudicati come tendenzialmente "moderati", senza rendersi conto che la crisi strutturale in atto sta sconvolgendo anche da noi, nella provincia 'estrema' della Liguria, posizioni e sicurezze di decine e decine di migliaia di persone”.
“Sarà questo, dico a Giordano – termina Indulgenza - il banco di prova vero su cui saremo chiamati a misurarci. E sarà qui che si definiranno nuovamente le scelte di campo dei diversi attori politici. In altri termini - lo affermo senza alcuna tentazione astrattamente ideologica, ma con esclusivo riferimento agli interessi e ai bisogni delle classi sociali, alle condizioni materiali di vita e di lavoro dei soggetti in carne ed ossa e alle prospettive di vita da costruire per essi -, sarà il terreno su cui concretamente si qualificheranno e si distingueranno Sinistra e Destra”.

















