“In ortofrutta, come in altri settori dell’agroalimentare, non è più sufficiente produrre bene, offrire prodotti di qualità, ottenere certificazioni, garantire la salubrità, ma occorre anche comunicare questi importanti valori al consumatore. Questo è ciò che aziende serie del settore oggi fanno garantendo la tracciabilità e dunque la qualità del prodotto fornito e, cosa non da poco, pagando le tasse”.
Lo scrive la nostra lettrice Cristina, che prosegue: “Quello che sta accadendo oggi in quel di Sanremo ha dell’incredibile e c’è da stupirsi che possa avvenire nella normalità senza alcun tipo di controllo di natura fiscale e di rispetto delle normative vigenti in materia. Soprattutto se si considera che su questi prodotti non c’è alcun tipo di controllo. Un prodotto, a prescindere dalla qualità, deve in primo luogo essere sicuro rispettando primariamente i requisiti igienico-sanitari. I controlli della filiera garantiscono l’assoluta genuinità del prodotto consentendo di tutelare la salute e la sicurezza del consumatore. Vedere ragazzi che si muovono con carrelli carichi di frutta e verdura piazzando i loro prodotti ai passanti in pieno centro a Sanremo non fornisce garanzie sulla qualità né sulla sicurezza del prodotto. Per non parlare del fatto che ne vengono in questo modo penalizzati supermercati e negozi al dettaglio che quotidianamente vendono i medesimi prodotti garantendo il rispetto delle normative sia per quel che riguarda la qualità del prodotto (certificazione filiera produttiva e tracciabilità dell’azienda d’origine) e i relativi adempimenti fiscali”.
“Le immagini – termina Cristina - indicano quanto avviene ormai ogni giorno in Corso Mombello oppure davanti al Porto vecchio a Sanremo dove i prodotti vengono anche offerti ai locali che poi dovrebbero fornirli al pubblico. Riteniamo importante un intervento da parte delle associazioni a tutela degli esercenti e dei grossisti/produttori locali (Confcommercio, Confartigianato, Coldiretti). Questo al fine di salvaguardare l’attuale filiera produttore-consumatore e tutelare la qualità del prodotto e il rispetto delle normative in materia fiscale. Al rilascio di licenze per il commercio itinerante dovrebbero seguire interventi mirati a salvaguardarne il corretto utilizzo anche per il decoro urbano dal momento che una bella città non deve solo avere belle aiuole. Che immagine ricevono i turisti che vedono consegnare, in locali di tutto rispetto, prodotti igienicamente non a norma?”



















