ELEZIONI AMMINISTRATIVE BORDIGHERA
 / Festival di Sanremo

Festival di Sanremo | 14 febbraio 2013, 00:33

Sanremo 2013: la 'coppa' della serata è per Elio e le storie Tese e il giovane Enzo Rubino

La serata scorre tranquilla, bravi tutti i Giovani, peccato eliminarli. La Littizzetto ancora trascinatrice e Fazio è più tranquillo.

Sanremo 2013: la 'coppa' della serata è per Elio e le storie Tese e il giovane Enzo Rubino

Dopo Verdi tocca a Beppe Fiorello aprire la seconda serata del Festival, commovente la sua  interpretazione di Modugno dedicato alla signora Franca (moglie del famoso contante italiano) che lo ascolta emozionata in prima fila.  Non lo conoscevo così, mi è venuta quasi voglia di guardare la sua fiction.

Ancora più incontenibile la “mitragliatrice” di battute Luciana Littizzetto che, se possibile, si è sciolta ancora rispetto alla prima serata. Qualsiasi altra avrebbe sfigurato al cospetto della Top Model Bar Rafaeli, ma questa sorta di finta competizione e gelosia, supporta dall’ironia della bella israeliana, rende tutto in qualche modo semplice e “casalingo”. La famigliola si è allargata! Unico neo, oltre al vestito nero non apprezzato nemmeno dalla Littizzetto, la sua prestazione alla batteria, 3 secondi che forse sarebbe stato meglio evitare.

Sobria, ma con stile inconfondibile arriva anche Carla Bruni, come promesso prima delle 22. Promuove in Italia il suo quarto album, come cantante non mi ha mai entusiasmata, ma come donna mi piace. Ha carattere e riesce ad essere sempre bellissima pur senza usare “gli aiutini” della chirurgia. Molto simpatico il duetto con Luciana, la signora Sarcozy si è prestata con ironia ad un inconsueto siparietto per una premier femme, giocato sul legame con il capoluogo piemontese.

Tocca ovviamente a Bar Rafaeli coo-presentare con Fazio del cantante israeliano Asaf Avidan . Interpreta con trasporto eccezionale e corde vocali “super dotate” il singolo "One Day" da lui scritto e che ha avuto meritatamente un successo internazionale. Esplode l’Ariston , tutti in piedi e arriva il bis…ed è ancora un’altra, diversa, ma ancora strepitosa interpretazione. Peccato sia durato così poco, forse un problema di budget, ma un’altra canzone ci sarebbe stata.

Sempre inarrestabile Luciana, che trascina Fazio, cantanti e pubblico. Elegante con il vestito nero, che finalmente mostra il suo generoso decolté,  per presentare quei chierichetti  birichini di Elio e le Storie Tese, ma quando hanno pensato di portare a Sanremo “Dannati For Ever” avevano forse avuto una premonizione sulle dimissioni del Papa?

Finalmente alle 23,30 tocca a Neri Marcoré e anche Fazio “torna bambino”, anzi padre, rientrando nei suoi originari panni di imitatore.  La parodia di Piero Angela e del figlio Alberto  fortunatamente dura soltanto qualche minuti, giusto prima che cominci a “calare la palpebra”…a quest’ora può succedere.

Solo una cosa non è cambiata in questo Festival che profuma di novità: i Giovani cantano sempre troppo tardi.

Enzo Rubino, cantautore pugliese, nonostante la sua tenera età (24 anni) colpisce per la sua maturità e originalità dei testi. Al Festival partecipa con il tenore Matteo Falcier e nella sua “Il postino (amami uomo)”mantiene soluzioni melodiche retro trasformandole in moderne con una energia travolgente. Meritata la finale, è sicuramente un candidato alla vittoria.

Lorenzo Cilembrini, in arte Il Cile, anche lui è un cantautore. Nella sua canzone “Le parola non servono più”  si sentono talento e passione frutto di una lunga gavetta “costruttiva” nonostante la giovane età. Purtroppo non passa. Del resto bisogna fare una scelta, la  gara è gara, ma eliminare i Giovani è sempre più doloroso.

Irene Ghiotto forse è tradita un po’ dall’emozione e non rende come in prova. La sua “Baciami?”  non passa, ma c’è ancora tanto spazio per migliorare e fare esperienza.

I Blastema sono originali in tutto, forse persino troppo avanti per Sanremo . La loro “Dietro l’intima ragione” è molto interessante e il cambiamento di rotta della Kermesse Sanremese si capisce anche dalla scelta del pubblico di mandarli in finale.

Serata tranquilla tutto sommato, dopo il terremoto Crozza del resto non è facile trovare un’ altra scossa della stessa intensità. Il vantaggio è che magari domani si parlerà solo di musica, gli ascolti saranno calati (come dovrebbe essere fisiologico per la seconda serata), ma i giornalisti avranno poche cose da chiedere.

Ci pensa ancora Beppe Fiorello a chiudere la parentesi della seconda puntata, insieme a Fazio e la Lettizzetto che si presenta scalza ormai sopraffatta dal dolore ai piedi . Scorrono i titoli di coda e anche “Vecchio Frak” di Modugno.

E come di consueto le canzoni dei Big che ritroveremo alla finale.

I Modà passano con “Se si potesse non morire” proclamata da Max Biaggi e Eleonora Pedron. Entrambe le canzoni presentate non hanno espresso la massima potenzialità vocale di Kekko, ma il testo della canzone è una poesia e si fa ascoltare.

Simone Crsiticchi passa con “La prima volta che sono morto” proclamata da Jessica Rossi . Semplice e diretto nelle parole e nella sua interpretazione, molto migliorato dal “Ti regalerò una rosa” vincitrice del Sanremo 2007.

Malika Ayane passa con “E se poi”  proclamata da Neri Marcoré nei panni di Alberto Angela. Delicata, profonda e commovente, esprime a pieno il senso di serenità che si prova ad ascoltare la sua voce.

Almamegretta passa con “Mamma non lo sa” proclamata da Filippa Lagerbak. Tradizione ed innovazione insieme per la band napoletana. Questo pezzo si fa ascoltare e anche ballare.

Max Gazzé passa con “Sotto casa” proclamato dalla Nazionale di Fioretto femminile (quasi al completo, manca la Vezzali candidata alle politiche prontamente  sostituita dalla "tuttofare" Luciana). Quest’anno Gazzé aggiunge più elettronica ai suoi pezzi sempre legati allo stampo anni 80. Simpatico e diretto, ma non arriva sicuramente al primo ascolto.

Annalisa passa con “Scintille” proclamata dallo chef  Carlo Cracco. Annalisa è’ per la prima volta a Sanremo, ma l’esperienza del dopo "Amici" evidentemente le ha dato la consapevolezza e forza nel gestire la sua bella voce. Il pezzo ricorda la spensieratezza di un musical americano ed è adatto alla sua faccia “pulita”.

Elio e le storie tese  passa con “La canzone mononota”proclamata da Roberto Giacobbo. Scelta dall’81%del pubblico è sicuramente la vera innovazione e non solo di questo Festival. Intelligente e senza paragoni  si presta ad essere unica e irripetibile in ogni interpretazione.

La gallery fotografica della serata (a cura di www.duiliorizzophoto.com) cliccando QUI.

Barbara Pasqua

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO AD APRILE?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Aprile 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium