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Attualità | 28 gennaio 2013, 12:36

Caccia: la Polizia Provinciale sequestra un capriolo abbattuto irregolarmente

Intervento in alta Valle Argentina per un abbattimento svolto da un selecontrollore autorizzato che non si era attenuto ai regolamenti di selezione

Paolo Leuzzi

Paolo Leuzzi

Brutta sorpresa quella in cui sono occorsi gli agenti della Polizia Provinciale lo scorso sabato mattina. In seguito ad un controllo di routine sulla caccia di selezione al capriolo, è stato fermato un selecontrollore autorizzato (M.P.L.) che – come da autorizzazione rilasciata dal Comprensorio Alpino Imperiese – stava sistemando le spoglie della femmina di capriolo abbattuta poco prima. Se ad un primo esame tutto poteva sembrare in ordine – il selecontrollore aveva tutte le 'carte in regola' ed aveva abbattuto un esemplare della specie e sesso corretti – l’attento e puntuale esame della Polizia Provinciale ha appurato che il cacciatore aveva compiuto il tiro in una zona diversa da quella assegnatagli: si trovava, infatti, nell’area di Andagna (alta Valle Argentina) e non nel distretto della Valle Nervia (zona a lui attribuita). Gli agenti non hanno potuto far altro che provvedere ad elevare una sanzione amministrativa commisurata alla violazione occorsa e a procedere all’immediato sequestro del capo.

Gli abbattimenti dei caprioli (e degli altri ungulati pregiati) avvengono sotto attento controllo dei tecnici dell’Amministrazione Provinciale: per ogni capo individuato vengono identificati specificamente sesso, età e – non ultima – zona di prelievo, al fine di operare un controllo selettivo rigoroso e circostanziato senza apportare alcun danno alla specie. Un intervento come quello sanzionato lo scorso sabato, invece, oltre ad inficiare l’attenta pianificazione attuata, ha causato un immediato squilibrio dell’attività di selezione. Ugualmente subitanea, quindi, sarà la disposizione amministrativa che verrà attuata nei confronti del cacciatore che ha operato la violazione: automatica sospensione della qualifica di selecontrollore che comporterà l’altrettanto immediato divieto ad intervenire ancora nelle attività di selecontrollo. Ad aggravare la situazione, si è riscontrato che il selecontrollore risulta anche essere uno degli esponenti della FIDC (Federazione Italia della Caccia) della Valle Argentina.

“Avrei auspicato – evidenzia l’Assessore Provinciale alla Vigilanza, Paolo Leuzzi - che coloro che rappresentano tutti gli altri cacciatori, li dirigono e li coordinano fossero all’altezza di rappresentare un modello per i tanti e numerosi amanti dell’arte venatoria che si comportano correttamente, piuttosto che essere di pessimo esempio arrivando, addirittura, a danneggiarli personalmente. Ricordo, infatti, che il capo sequestrato in Valle Argentina, anche se non abbattuto regolarmente, verrà conteggiato nel contingente cacciabile e, pertanto, un altro selecontrollore si vedrà preclusa la possibilità di effettuare un intervento che, invece, gli era stato regolarmente assegnato”.

C.S.

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