E' stata inaugurata ieri pomeriggio, alla presenza del prefetto Fiamma Spena, ed è aperta da oggi al pubblico, la mostra fotografica "La Bellezza della Solidarietà", selezione di immagini (dell'imperiese Paola Aliprandi) del recente viaggio in Mozambico di un gruppo di dipendenti dell'azienda Fratelli Carli, di una rappresentante dell'Aifo e di sei clienti, vincitori di un particolare concorso promosso in occasione dei 10 anni di "Progetto Insieme".
Dal 2002 Mediterranea promuove, insieme all'Aifo (Associazione Italiana Amici di Raoul Follereau), Progetto Insieme: parte del fatturato viene devoluto a sostegno della popolazione del Mozambico. La mostra, ospitata presso la palazzina d'ingresso dello stabilimento della Fratelli Carli (ex-Emporio), rimarrà aperta (ingresso libero) sino al 12 gennaio: dal lunedì al sabato, dalle 10.00 alle 19.00; la domenica (fino al 23 dicembre compreso) dalle 15.00 alle 19.00.
Insieme a Lucio Carli, direttore della divisione cosmetica Mediterranea, sono stati protagonisti del viaggio, per quanto riguarda la rappresentanza imperiese, la sorella Paola, Susanna Bernoldi dell'Aifo, Anna Ozenda, Paola Aliprandi e Mario Martino.
"Un ringraziamento va ai nostri clienti - ha detto nel corso della conferenza stampa di mercoledì Lucio Carli -. E' grazie ai loro acquisti che siamo riusciti a sostenere questo progetto, nato nel 2002 fa grazie al contagioso entusiasmo di Susanna Bernoldi, conosciuta grazie a mia sorella Paola. Allora ci eravamo ripromessi, trascorsi 10 anni, di andare di persona a vedere i risultati del progetto. E così abbiamo fatto, poco più di un mese fa, dal 4 al 14 ottobre. In Mozambico abbiamo incontrato i rappresentanti delle istituzioni locali, abbiamo conosciuto quella fantastica persona che è Suor Giulia ed abbiamo visitato alcuni dei villaggi che hanno beneficiato del nostro aiuto, ricevendo un'accoglienza molto calorosa. E' stata un'esperienza fantastica. Siamo orgogliosi di quello che siamo riusciti a fare. Progetto Insieme, naturalmente, continua".
"Non si è trattato di un vacanza - ha aggiunto Mario Martino -. Il Mozambico non è assolutamente un Paese turistico, anche se per fortuna in alcune zone ci sono segnali di crescita dopo la guerra interna che l'ha flagellato sino ad una ventina di anni fa. Ci sono malati, persone che soffrono e che necessitano di aiuti. Va sottolineato che però basta davvero poco per migliorare le condizioni di vita di queste popolazioni. Basta pensare che da quelle parti, dove la vita media è di soli 40 anni, un buon stipendio è di 100 euro. Purtroppo in Mozambico c'è ancora la lebbra, ma oggi è una malattia da cui si può guarire, con le cure appropriate. Con poche decine di euro si possono salvare delle vite umane e fare in modo che queste persone riprendano una vita normale. Il problema è che queste medicine, a volte, non arrivano, per mancanza di fondi, ed i malati sono costretti ad interrompere la cura".
Inizialmente i fondi di Porgetto Insieme sono stati destinati a sanare i danni recati da un maremoto ed alla realizzazione di pozzi d'acqua per migliorare le condizioni nei villaggi e negli ospedali. Successivamente gli interventi sono stati realizzati nel nord del Paese, con l'obiettivo di riabilitare le persone colpite dalla malattia e creare realtà più vivibili, vale a dire sostegno per un asilo di orfani e bambini abbandonati, insegnamento ad un gruppo di giovani, assistenza alle vedove (che da quelle parti spesso vengono spogliate di tutto e abbandonate a loro stesse) e formazione per l'inserimento degli adulti nel mondo del lavoro e per permettere agli stessi mozambichiani di essere loro stessi operatori sanitari e formatori.
Grazie ai fondi di Progetto Insieme oggi ci sono allevamenti di bestiame, piccoli laboratori per la produzione di sandali, coltivazioni agricole e così via. Queste popolazioni, seppur coesistendo con la malattia e la povertà, non vivono nella disperazione, ma hanno la volontà di uscire da questa situazione e soprattutto tanta speranza, grazie anche alle organizzazioni internazionali presenti fattivamente su quel territorio.
"Il progetto funziona molto bene perchè risponde proprio alle esigenze di questi villaggi e permette a molte persone di rendersi autosufficienti - ha affermato Susanna Bernoldi dell'Aifo -. Non si tratta di carità, ma di uno stare al fianco di chi soffre ed accompagnarlo verso una vità più normale. Tra le prossime iniziative - ha annunciato la Bernoldi - abbiamo un gemellaggio epistolare tra gli studenti dell'Ipc di Imperia e 40 ragazzi di una scuola mozambichiana ed un convegno sulla lebbra, in programma a Genova, con la partecipazione del primario del reparto di dermatologia del San Martino, Aurora Parodi. Tra i relatori sarà Lucio Carli, il quale esporrà l'esperienza di Progetto Insieme e del recente viaggio".
E' stato proprio dall’intensa esperienza degli incontri e delle visite in quei villaggi, che è nata la volontà di mostrare con le immagini ciò che le parole non possono rendere completamente: grazie agli scatti di Paola Aliprandi, il visitatore potrà ripercorre questo viaggio. La mostra è divisa in aree tematiche, con la possibilità di osservare la vita nei villaggi, volti e colori dell’Africa vera e condividere l’emozione e la bellezza della solidarietà. Guidati dalle frasi del fondatore di Aifo, Raoul Follerau, e da videoproiezioni su cui scorrono le immagini a volte dure, sempre toccanti, delle realtà con cui sono entrati in contatto i viaggiatori, si ha la sensazione di poter realmente, sostenendo il progetto, “fare la differenza”.
"Nel corso del periodo trascorso in Mozambico non sono mancati i sorrisi e gli attestati di riconoscenza nei nostri confronti - hanno concluso i protagonisti del viaggio -. E' stata un'esperienza davvero significativa e che ha lasciato un forte segno dentro di noi. Con l'avvicinarsi del Natale invitiamo tutti a dare importanza alla solidarietà e sostenere questi nostri sfortunati fratelli".






















