Non è tutto oro quello che luccica (e a volte neanche argento o bronzo). Se l’immagine ufficiale proposta dai Giochi Olimpici vuole essere quella di una rutilante positività, a sbirciare dietro le quinte dell’evento londinese si corre il rischio di inciampare in quanto è stato accantonato in fretta lontano dagli sguardi indiscreti. Lo scandalo dei biglietti introvabili e dei palazzetti mezzi vuoti è ormai di dominio pubblico e la colpa è stata data i vip che, presi i tagliandi, non li avrebbero poi utilizzati. Vero, ma solo in parte.
Molti biglietti sono stati distribuiti ai Comitati Olimpici Nazionali e alle rispettive aziende rivenditrici di fiducia. Peccato che la distribuzione sia avvenuta ben prima di conoscere programmi e calendari, con il risultato che i Comitati ei rivenditori di alcune avevano blocchetti di biglietti invenduti (non c’erano loro atleti in gara) che invece da altre parti si cercavano come l’acqua nel deserto. Risultato: biglietti invenduti, spettatori infuriati e vuoti sulle tribune riempiti alla meno peggio con soldati e scolaresche.
Ma se dentro i palazzetti non si ride, negli esercizi commerciali del centro si piange proprio. Passata l’ubriacatura del passaggio della fiaccola a Londra (da mercoledì 25 a venerdì 27), turisti, tifosi e curiosi sono spariti dalle vie del centro, per spostarsi in massa (ovviamente) negli impianti sportivi. Risultato: ristoranti vuoti, negozi inattivi e strade e zone di maggior richiamo (da Oxford Street a Trafalgar Square, dal West End a Westminster) vuote come se si fosse in pieno inverno con temperatura di 20° sotto zero.
Intanto gli alberghi, che avevano confidato nel pienone e sperato di “spennare” i polli provenienti da mezzo mondo, si ritrovano le camere vuote e sono costretti a prezzi da saldo, come anche i grandi magazzini, travolti da ondate di 2 per uno o sconti che sfiorano il 75 percento. Unica eccezione: i negozi ufficiali di Londra 2012, frequentatissimi, ma con prezzi allucinanti, dove un bicchiere di plastica (di quelli da granita, per intenderci) costa 2 sterline e le inguardabili mascotte languono invendute sugli scaffali, assieme alle sfilze di portachiavi (inevitabile, visto il prezzo di 7 sterline) e dove fanno pagare (2 sterline) anche la vista “panoramica” sull’Olympic Park da una galleria al terzo piano (se si va al negozio accanto la vista è la stessa ed è gratis).
Per oggi basta. Domani parleremo delle corsie preferenziali, degli itinerari demenziali per i pedoni, ma anche della gentilezza e della simpatia delle persone che all’Olimpiade lavorano,magari come volontari (e forse anche della triste desolazione di Casa Italia, tanto per graadire…).
(Nelle foto una Londra diversa da quella proposta dalle tv in questi giorni)





















