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Politica | 12 giugno 2012, 14:31

Sanremo: turismo, artigianato e spettacolo chiedono un taglio di 4 punti sull'Imu a Zoccarato

"Se non ci sarà questa riduzione molti di noi rischiano il fallimento o, comunque, si rischia di perdere migliaia di posti di lavoro!" Ad Alassio l'aliquota decisa è del 6 per mille contro il 10,6.

Il depliant dell'iniziativa di venerdì

Il depliant dell'iniziativa di venerdì

Dura presa di posizione delle categorie legate al mondo turistico, del commercio e dell'artigianato, contro la decisione dell'Amministrazione Comunale di Sanremo, di aver applicato l'aliquota massima dell'Imu, parti 10,6 per mille. All'incontro con i media, per spiegare le proprie ragioni, erano presenti davvero tutte le categorie, da Federalberghi a Confcommercio, da Confesercenti a Confartigianato, per arrivare a Cna ed agli operatori dello spettacolo, 'capitanati' da Walter Vacchino, proprietario del centro Ariston e rappresentante dell'Agis. Le categorie, oltre all'aumento sconsiderato, lamentano il fatto che l'Amministrazione non abbia mai risposto ad una richiesta di confronto, fatta da mesi. Il quadro prospettato dai presenti è assolutamente allarmante, visti gli aumenti che vengono rilevati per gli alberghi e per quelle strutture turistiche che insistono sul territorio comunale matuziano. Le cifre sono ben visibili nella tabella sottostante:

“E’ un’imposizione che viene a condizionare l’attività delle imprese, delle famiglie e le attività personali” hanno detto in corso le categorie. Molto duro l'intervento di Igor Varnero (Federalberghi): “Avevamo presentato un rapporto sulle nostre imprese ma, non avendo ottenuto riscontri e ci siamo ritrovati le decisioni già prese. Abbiamo inviato un’informativa al Consigliere Gugliotta, alla quale abbiamo evidenziato il crollo del mercato nazionale. Pur ritrovandoci con un buon aumento del cliente internazionale, gli aumenti che ci sono stati hanno obbligato 120 aziende della provincia (operanti nel settore turismo) hanno deciso di ricorrere alla Cassa Integrazione in Deroga o alla marcata stagionalizzazione. Alcuni stanno anche pensando ad una apertura di soli 6 mesi, con molti alberghi che potrebbero decidere ad una serie di licenziamenti e non aprire per Capodanno o per il Festival. Rischiamo una forte contrazione dell’offerta turistica. Ci rendiamo conto del grave momento economico ma se dovesse rimanere questa aliquota, la situazione sarebbe drammatica e molti chiuderebbero. La nostra è una lettera propositiva e ci auguriamo che la ‘rotta’ si possa correggere per evitare veri e propri disastri”. Varnero ha anche evidenziato la decisione del Comune di Alassio, di applicare l'Imu al 6 per mille, un aumento comunque considerevole ma, in un momento così drammatico per l'economia, al quale gli albeergatori vogliono dare una mano, accettandolo senza lamentele. Queste le tabelle della cittadina savonese:

Anche Gianni Ostanel (Confcommercio) ha detto la sua: “Due mesi fa avevamo chiesto un incontro all’Amministrazione, per avere chiarimenti su come si voleva procedere sulla nuova tassa che viene a gravare sulle imprese. Non abbiamo ottenuto risposta e siamo stati totalmente ignorati, pur avendo lavorato per non far cadere questo importante incontro. L’Amministrazione è intanto andata avanti e oggi siamo qui per fare ‘pressing’ su palazzo Bellevue”. Questo il pensiero di Luca Falco (Confartigianato): “Il nostro è un urlo di dolore, identico a quello di molte famiglie. Se l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro, questo non deve essere ‘sfruttato’. Abbiamo degli aumenti che vanno dal 73 al 150% in più e stiamo parlando di aziende che hanno sempre pagato l’Ici. E’ irresponsabile portare l’aliquota al 10,6, visto che molte aziende rischiano la chiusura con questa decisione. E’ vergognoso che lo Stato si ricordi della nostra provincia solo con l’Imu ed ora diciamo basta!”. Breve ma deciso anche Loris Correnti (Confesercenti): “Pensiamo che in questo momento sia assurdo aggiungere nuove tasse, con una aliquota che secondo noi dovrebbe scendere dal 10,6 al 6,6 per mille”. Sulla stessa lunghezza d'onda Gian Carlo Micolucci (Cna): “Questa è una ‘mannaia’ che si abbatte sulle imprese. Abbiamo una classe politica inadeguata e c’è bisogno di un confronto con gli Amministratori. Ed i problemi non riguardano solo Sanremo ma tutta la provincia e la Regione. Siamo in una situazione che ha toccato un punto di non ritorno".

Walter Vacchino (evidenziando come la sua azienda abbia ridotto forzatamente il personale da 48 a 37 unità) ha poi presentato un'iniziativa, che si svolgerà venerdì, quando sarà possibile andare al cinema con un solo euro. Abbiamo deciso di coinvolgere tutti i cittadini perché questa è una battaglia di tutti. Le aziende rappresentano anche i dipendenti. Venerdì saranno presenti all’ingresso delle sale le associazioni di categoria, per informare i cittadini sui problemi derivanti dall'Imu.

Preoccupante il dato presentato sulle presenze in Liguria che, seppur in calo, era accettabile fino all'inserimento dell'Imu, momento in cui il calo è diventato un vero e proprio crollo. Le categorie hanno anche presentato una serie di dati che hanno fatto il raffronto tra spese, tasse e ricavi di Sanremo, Savona e Cuneo. in questi la città dei fiori, seppur simile in termini di abitanti, ma inferiore come chilometri quadrati, abbia numeri nettamente superiori. Sul fronte spettacolo il primo taglio è dell’Ariston che, a luglio, non proporrà eventi. Gli spettacoli verranno concentrati su agosto, sperando che i turisti vogliano abbandonare questo momento di preoccupazione e svagarsi in riviera: “Capiamo che il Comune abbia problemi di bilancio - ha affermato Walter Vacchino - ma il mancato confronto e la mancata discussione tra Amministrazione e forze economiche della città, sia incomprensibile. Chiediamo la formazione di un tavolo di discussione vero, dove discutere quanto pagare in più, questo si, ma senza uccidere le aziende”. E' poi intervenuto nuovamente Varnero: “Sanremo è stata per anni una città fortunata con introiti nettamente superiori. Oggi invece non ci sono più. Si parla di crisi fino al 2014. Dobbiamo guardarci in faccia per riuscire a tirare avanti in questo periodo. Dobbiamo evitare una catastrofe sociale. L’Imu è un problema totalmente imprevedibile”.

Cosa potrà accadere se l'Amministrazione non tornerà indietro? "Convocheremo i sindacati - dicono gli albergatori - e confermeremo la chiusura ad ottobre per riaprire a Pasqua. Ma attenzione, perchè nonostante questo, alcune aziende potrebbero anche fallire". Dove sta il problema dei tagli chiesti dalle categorie? Risiede in 16 milioni di euro, moneta in più o moneta in meno. 16 milioni che il Comune dovrebbe trovare. Dove? Qualcuno ha sussurrato: "Si taglino le partecipate!" Altri, come ormai da tempo si dice a livello nazionale, hanno invece puntato l'indice sulla spesa pubblica, ritenuta eccessiva. Dito puntato anche contro i troppi dipendenti (in proporzione ad altri Comuni) che ha palazzo Bellevue.

La posizione di Federalberghi cliccando QUI
La posizione dell'Agis cliccando QUI

Le tabelle sono scaricabili anche sotto

Files:
 Imu Sr Giu2012 (152 kB)
 Imu Al Giu2012 (149 kB)

Carlo Alessi

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