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Al Direttore | 19 maggio 2012, 07:45

Sanremo: Andrea Gandolfo parla del fondatore dell'Ariston, Aristide Vacchino

Un lettore, il dott.Andrea Gandolfo propone quest'oggi un intervento su una figura molto importante per la città di Sanremo, Aristide Vacchino, l'uomo e l'imprenditore che ha fatto la storia del Teatro Ariston.

Andrea Gandolfo

Andrea Gandolfo

Un lettore, il dott.Andrea Gandolfo propone quest'oggi un intervento su una figura molto importante per la città di Sanremo, Aristide Vacchino, l'uomo e l'imprenditore che ha fatto la storia del Teatro Ariston.

"noto sempre un gran andirivieni di turisti e curiosi davanti al Teatro Ariston per fare fotografie e ammirare il “tempio” della canzone italiana, ma, a volte mi chiedo, se la gente conosce qualcosa del fondatore dell’Ariston, il commendator Aristide Vacchino, e la risposta che mi dò, è che, secondo me, la gente, di lui, ne sa piuttosto poco. Proprio per far conoscere qualcosa di più su questo personaggio, che tanto ha dato alla città di Sanremo, e non solo per aver costruito il Teatro Ariston, ho pensato di inviarLe un suo breve profilo biografico. Eccolo:

Aristide Vacchino nacque a Genova il 3 agosto 1907 da Carlo e da Emilia Accatino. Dopo la morte improvvisa del padre nel 1918, che dieci anni prima aveva fondato il Cinema Sanremese di via Vittorio Emanuele (l’attuale via Matteotti) e assunto la gestione del Teatro Principe Amedeo, l’azienda familiare aveva subito una battuta d’arresto. La vedova di Carlo Emilia e il giovane Aristide assunsero così la difficile eredità paterna e posero con passione le premesse per l’ingrandimento della ditta, che avvenne nel 1933 con l’acquisto del Centrale, un elegante cinema-teatro edificato nel 1925 nel centro cittadino sulla struttura del preesistente Cinema Marconi. Del complesso faceva parte anche il Tabarin Florida, un locale di piccole dimensioni, inaugurato nel 1929.

Dopo il periodo bellico, il 6 giugno 1947 Vacchino aprì il Giardino, un cinema all’aperto, sulla cui area, nel 1953, iniziarono i lavori di costruzione di un grandioso complesso destinato allo spettacolo: il “Centro Ariston”. Nel 1957 venne inaugurato l’Ariston all’aperto, una vasta arena situata sul tetto dell’edificio di via Matteotti; il 5 dicembre 1962 fu invece la volta dell’Ariston Mignon (l’attuale Ritz), una sala di 446 posti, a forma di conchiglia, decorata con bassorilievi in metallo dello scultore Alfieri. Infine, l’Ariston, un cinema-teatro, con 16 palchi, che venne inaugurato il 31 maggio 1963.

Oltre a ridotare la città di un vero teatro, dal momento che il Principe Amedeo non era stato più ricostruito dopo la fine della guerra, già all’epoca della sua apertura il “Centro Ariston” rappresentò un cospicuo esempio di complesso polifunzionale caratterizzato da comfort d’ambienti, eleganza di arredi e decori, soluzioni tecniche d’avanguardia, notevoli attrezzature sceniche e servizi multimediali di ultima generazione. Il Teatro Ariston è inoltre celebre per essere la sede del Festival della Canzone italiana dall’edizione del 1977. Verso la fine degli anni Sessanta, con l’acquisizione dell’Orfeo, un cinema-teatro aperto al pubblico il 23 ottobre 1962, il commendator Vacchino completò una presenza nel panorama dell’imprenditoria cinematografica locale consolidata nell’arco di un sessantennio. Dopo la sua scomparsa, avvenuta a Sanremo l’8 dicembre 1980, la guida dell’azienda familiare è passata ai figli Carla e Walter, che hanno avviato una nuova fase per il loro gruppo, che oggi appare ulteriormente rafforzato. Alla sua memoria si svolge annualmente una regata internazionale di canottaggio nella rada di Sanremo organizzata dall’Associazione Canottieri Sanremo".

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