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Politica | 29 marzo 2012, 23:03

Sanremo: scontro sui rifiuti. Sindoni "Siamo la discarica provinciale. Avete promesso le royalties, dove sono?"

Come era nelle previsioni, il consiglio comunale di Sanremo si è scaldato durante la discussione sulla gestione dei rifiuti. "A Sanremo il costo del servizio per lo spazzamento, la raccolta e lo smaltimento rappresenta il 17,5% delle spese correnti del Comune" ha detto Domenico Infante del Pd.

Alessandro Sindoni

Alessandro Sindoni

Non ha tardato ad entrare nel vivo il consiglio comunale di Sanremo dopo le prime pratiche tecniche. Una seduta richiesta dalla minoranza, molto attesa per la presenza, tra gli ordini del giorno, delle discussioni sull'Ucflor e sulla gestione dei rifiuti. In sala, nei posti riservati al pubblico, erano presenti molte persone. Tra questi anche diversi residenti della frazione di Bussana che vivono da vicino la questione dei rifiuti, essendo presente in zona la discarica di Collette Ozotto.

"Noi avevamo posto la questione rifiuti già nei primi consigli comunali ed ora tutti i nodi vengono al pettine - ha esordito il consigliere del Partito Democratico Domenico Infante - La normativa in merito alla raccolta differenziata impone almeno il 65%, a Sanremo siamo in fortissimo ritardo perchè quella effettuata direttamente dal Comune e dell'appaltatore del servizio nel 2011 non ha superato il 30%. In particolare 7% il Comune e 23% l'appaltatore. Questa situazione comporterà nel prossimo futuro non solo danni all'ambiente ma anche il pagamento delle penalità previste dall'accordo tra Comuni e Provincia da parte dei comuni inadempienti. Il costo del servizio per lo spazzamento, la raccolta e lo smaltimento - analizza il consigliere del Pd - nel 2008 era di 12 milioni euro, nel 2009 è salito ad oltre 13 milioni, nel 2010 quasi 14, ed infine nel 2011 è arrivato ad oltre 15 milioni. Questa cifra rappresenta il 17,5% delle spese correnti del Comune. Come viene giustificato questo incremento, visto anche che non si deve più andare a conferire a Vado ? Oltre tutto - conclude Infante - la pulizia delle strade lascia molto a desiderare". 

E' poi intervenuto Alessandro Sindoni del gruppo 'Progetto Sanremo' che ha proposto una cronostoria recente. "Nel 2010 chiude Ponticelli e come spesso accade in Italia esce l'emergenza. La stessa società che gestiva Collette Ozotto si era dichiarata disponibile ad ampliare la discarica. Quella che prima era solo comprensoriale è così diventata una discarica provinciale. A Sanremo arriva quindi la spazzatura di tutta la provincia di Imperia. Prima non era così, e di questo ne faccio una colpa a questa Amministrazione perchè lo ha approvato. Si era già scelto il sito del Vallone dei Morti che quindi non ricadeva sulla città di Sanremo - ha proseguito Sindoni - Con l'ampliamento della discarica invece, intanto è stata fatta riaprire perchè era chiusa, e poi è diventata provinciale. I sanremesi non dovrebbero più pagare la Tarsu ma per ottenere questo, avendo già votato quella delibera in consiglio, il Comune non aveva forza contrattuale. Si era parlato di royalties pagate a Sanremo, tanto che era stato approvato all'unanimità un apposito ordine del giorno. Quante ne sono arrivate ? Chi è andato a parlarne e quanti incontri ha fatto ?".

"Nel luglio del 2009, con questa Amministrazione appena insediata, fu assegnato all'Aimeri un primo appalto di sette mesi per 4,2 milioni di euro - ha detto Daniela Cassini - Alla fine di febbraio ci fu una prima proroga tecnica per altri tre mesi per 1,8 milioni. A marzo 2010 il Comune non è pronto con un nuovo appalto e fa una nuova proroga per 3,6 milioni. Quindi in meno di un anno e mezzo abbiamo già giocato una partita di circa 10 milioni di euro.  Con il nuovo appalto io non ho condiviso il progetto perchè c'erano alcune stonature. Il Comune ha dato come obiettivo di differenziata solo il 23%. Non si è spinta la raccolta differenziata su tutto il territorio comunale senza il sistema di cassonetti. Sostanzialmente si è dato l'assenso ad una proposta di differenziata solo per 2000 utenze, un numero ridicolo, che a conti fatti non avrebbe portato all'utilità del sistema. E' quindi una filosofia che non incentiva la differenziata, anzi la penalizza".

Federico Marchi

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