E' ovviamente quella in cui parla dei componenti della sua attuale maggioranza che tra poco si candideranno o comunque sosterranno una lista contraria, guidata dall'attuale assessore Massimo Alberghi, la parte più 'piccante' della presentazione della ricandidatura del sindaco uscente di Taggia Vincenzo Genduso.
“Fondamentalmente non conosco i motivi per cui hanno preso la decisione di abbandonare questo progetto politico – ha detto Genduso - A me hanno manifestato diverse scontentezze. Forse volevano assessorati più importanti o la carica di vicesindaco o essere assessori e non solo consiglieri, oppure più fondi ricavati dal bilancio comunale, oppure ancora volevano essere maggiormente considerati magari con qualche pizza in più offerta dal sindaco”.
Quando ha capito che avrebbero attuato lo strappo ? “Se ne parlava da tempo, a Gennaio ne ho avuto la conferma. La speranza di recuperarli l'ho abbandonata in queste ultime settimane”.
Come si troverà ora, fianco a fianco in giunta, con questi assessori che saranno suoi avversari ? “Sarà abbastanza faticoso, imbarazzante e surreale essere in giunta insieme a loro. Questo ultimo mese sarà difficile e non vorrei che questa situazione potesse ostacolare opere importanti per il Comune. Sinceramente mi sarei aspettato che, prendendo questa decisione, fossero usciti loro dalla giunta”.
E la famosa idea di riunire il gruppo ? “La proposta di riunire il gruppo con la condizione di candidare a sindaco l'assessore Piero Arieta non è percorribile. Mi è sembrata una proposta per farsi dire di no”.
Veniamo quindi alla decisione di ricandidarsi. “Cinque anni fa la lista 'E' tempo Genduso sindaco' aveva vinto in un momento buio della nostra città, che aveva coinvolto sia il sindaco sia alcuni ex amministratori. Erano anni pesanti e bui. Venivamo da un anno di commissariamento che aveva congelato alcune situazioni amministrative ed economiche. Dovevamo riavviare la macchina comunale e sistemare il bilancio, oltre a partite pesanti dal punto di vista urbanistico e di sviluppo. Abbiamo dovuto revocare alcune delibere, alcune anche del commissario prefettizio. Questo ha richiesto i primi due anni dell'Amministrazione”.
Lo sa che le viene imputato di essere stato troppo poco tra la gente e troppo nel palazzo comunale ? “Si lo so ed è vero, nel senso che tutto quello che ho appena descritto ha richiesto tanto tempo e tanto lavoro. Tutto questo ha permesso però di riacquistare rispettabilità e credibilità. E' stato un processo di etica amministrativa”.
Cosa intende ? “Che di Taggia in questi ultimi cinque anni se ne è parlato solo per cose fatte come la sicurezza delle scuole, la passeggiata a mare ed i progetti sul centro storico, e battaglie politiche portate avanti come per esempio quella sull'acqua, e nient'altro. Ora vogliamo proseguire in questa direzione con tre punti fermi: etica nell'amministrare, equilibrio nei rapporti con gli imprenditori privati, e capacità di progettare e reperire fondi pubblici. Proprio per questo abbiamo deciso di mantenere la base del nostro simbolo aggiungendo la parola ancora. Il nostro logo reciterà 'E' ancora tempo' proprio con questo significato”.
Una lista quindi completamente civica ? “Assolutamente si, in questi cinque anni abbiamo testimoniato di aver saputo dialogare con Provincia e Regione, con cui abbiamo sempre avuto un rapporto costruttivo, smentendo quindi quelli che dicevano che avremmo avuto problemi per l'assenza di referenti politici nei posti che contavano”.
SECONDA PUNTATA - SEGUE
















