Giovanni Vassallo ci ha scritto per intervenire dopo il Consigliere Comunale di Imperia Piera Poillucci sull’acqua pubblica:
“Intervengo come cittadino che ha partecipato alla campagna referendaria sull'acqua pubblica per fare alcune considerazioni su quanto scrive la consigliera (comunale e di amministrazione AMAT) Piera Poillucci:
- il posto di lavoro dei dipendenti Amat, le basse tariffe, gli investimenti per il risparmio idrico possono benissimo essere garantiti da un soggetto pubblico che gestisca la distribuzione dell'acqua. Ci riescono a Parigi, non vedo perchè debba essere impossibile in provincia di Imperia.
- Proprio per il fatto il carattere pubblico dell'acqua come sostanza in sè non è mai stato in discussione (come giustamente asserisce anche l'Avv Poillucci) è evidente che la stragrande maggioranza dei cittadini italiani si è espressa in una democratica consultazione perchè sia pubblico il servizio di erogazione. Quindi ogni decisione contraria a qualsiasi livello sarebbe illegittima. Forse qualche irriducibile seguace di quella ideologia sconfitta dalla Storia che è il liberismo se ne dispiacerà, ma è quello che i cittadini hanno deciso votando al referendum.
- Credo che la vera materia del contendere sia se, malgrado uno dei quesiti referendari approvati lo escluda esplicitamente, possa essere ancora remunerato il capitale investito da privati nella gestione del servizio idrico. In parole semplici se sull'acqua si possano ancora fare profitti. Credo che debba essere chiaro a tutti che, visto l'esito della consultazione, semplicemente non si può. Con queste premesse, se la volontà popolare sarà rispettata, mi risulta difficile capire quale ruolo possano avere i privati nel servizio idrico”.
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