"Leggendo alcune cronache locali scopro con una certa sorpresa di essere una 'rappresentante del PD'. Tale definizione non corrisponde affatto alla realtà, poiché da diversi anni io sono, per mia precisa volontà, rappresentante solo di me stessa. L’ultima tessera da me posseduta risale all’anno 2004, il partito mi pare si chiamasse Democratici di Sinistra, l’odierno Partito Democratico non aveva ancora visto la luce. Al Partito Democratico io non ho mai aderito, né ad altri partiti".
Lo scrive Rosanna Brun, ex Sindaco di San Bartolomeo al Mare che prosegue: "Ho regalato molti anni della mia vita alla politica vivendola con autentica passione, un impegno che ho praticato fino a quando c’è stato uno spazio di agibilità, per quanto angusto, anche per quanti, come me, hanno sempre inteso la politica come scienza nobile di trasformazione della società, la politica fatta di contenuti e di programmi. I 'furbi' esistevano anche allora e prima di allora, ma va detto che proprio intorno al 2004/2005 si è verificata una recrudescenza dei meccanismi di selezione della dirigenza politica e, di conseguenza, del personale 'veicolato' in ruoli elettivi e nella Pubblica Amministrazione in generale. Io ho detto no ad un sistema di scambio: la sopravvivenza politica in cambio del sostegno organizzato dei pacchetti di tessere prima e dei pacchetti di voti dopo. Pacchetti di tessere e di voti a cui, naturalmente, bisogna pagare pegno da dentro i partiti e, a maggior ragione, da dentro le istituzioni. Posso anche esplicitare meglio : ho detto “io non ci sto” a barattare la prospettiva di una carriera politica con la cessione di interessi pubblici (p.e. inerenti comune, territorio, enti, organismi e molto altro). Dicendo no, ho perso una battaglia durata anni, ma ho difeso una concezione etica della politica e la mia dignità personale. Inoltre, ho scelto di non tradire la fiducia di chi mi aveva votato apprezzando quei principi, anche quando erano già un po’ fuori moda. Stare dalla parte di chi ha perso, oggi, mi dà indubbia tristezza e non solo per ragioni personali, tuttavia mi rende anche molto orgogliosa, perché mi distingue nettamente da quei numerosi e mediocri profili che troviamo, fatte le debite eccezioni, a ricoprire ruoli istituzionali ed incarichi politici importanti senza averne vocazione né competenza alcuna, semplicemente perché disponibili a sottostare a logiche spartitorie e a sostegni elettorali organizzati, che li condannano ai condizionamenti delle inevitabili richieste da assecondare".
"Nell’ultimo decennio l’Italia - termina Rosanna Brun - ha subito un degrado senza precedenti e la Riviera Ligure, purtroppo, concentra sul proprio territorio alcuni tra gli aspetti più allarmanti di tale degrado. Episodi gravi ed inquietanti sono, in Provincia di Imperia, ormai conclamati, a fronte dei quali ci si aspetterebbe un forte moto di indignazione nell’opinione pubblica e di ribellione da parte della cittadinanza. E’ più probabile, invece, sentir dire “tanto sono tutti uguali” (i politici). Un alibi di cui si fanno scudo tanti cittadini-elettori per auto-assolversi nel momento in cui, esercitando il proprio voto e talvolta astenendosi, contribuiscono a selezionare la peggiore dirigenza che questo Paese abbia mai conosciuto. L’erronea appartenenza che mi è stata attribuita mi offre l’opportunità di fornire informazioni corrette, che mi stanno molto a cuore, in merito alle scelte compiute ed ai conseguenti prezzi pagati. Oggi svolgo un oscuro e ignorato ruolo di opposizione in Consiglio Comunale che mi impegnerà fino al 2014, quando potrò permettermi di dedicare energie e attenzioni al mio lavoro e alla mia famiglia in via esclusiva. A me importa che nessuno possa avere, di ciò che ho fatto e sono stata, una opinione diversa dalla realtà dei fatti. Io so che nell’anno 2014 abbandonerò il campo con la fierezza di chi saputo dire no perché è 'meno uguale' di tanti altri".














