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Attualità | 30 giugno 2026, 13:36

Urbanistica, Scajola firma il Piano Città degli immobili pubblici (Foto)

L'intesa prevede una collaborazione tra istituzioni per recuperare e valorizzare gli immobili pubblici oggi parzialmente utilizzati o inutilizzati, con interventi di rigenerazione urbana e nuove soluzioni per l'housing sociale.

L’assessore all’Urbanistica e all’Edilizia Marco Scajola, su delega del presidente Marco Bucci, ha sottoscritto oggi, presso l’aula Magna dell’Università degli Studi di Genova, il ‘Piano Città degli immobili pubblici’.

L’accordo, finalizzato alla riqualificazione del patrimonio immobiliare pubblico, prevede una collaborazione istituzionale tra: Regione Liguria, Comune e Città Metropolitana di Genova, Agenzia del Demanio, Università, Ministero della Cultura e Autorità di Sistema Portuale.

L’obiettivo è quello di riqualificare gli immobili che oggi risultano: parzialmente utilizzati, inutilizzati, o non sfruttati adeguatamente per il loro potenziale. Per farlo verranno progettati interventi, condivisi, mirati, alla rigenerazione urbana, all'efficientamento dei servizi e alla creazione di soluzioni per l’housing sociale.

In particolare, due sono gli immobili di proprietà della Regione Liguria, più specificatamente di Arte Genova, inseriti nel Piano: l'ex asilo Enrico Belimbau nel quartiere Borgoratti e l’ex Onpi in Valbisagno

"Dal 2016 abbiamo iniziato a lavorare sulla rigenerazione urbana a livello regionale mettendola al centro delle nostre politiche con il primo Piano Casa che ha generato 500 milioni di euro di investimenti - sottolinea l'assessore regionale Marco Scajola-. Con il tempo questa filosofia è diventata strategica per la Liguria, ma anche per il resto del Paese. Già dalla legge 23 del 2018, abbiamo incluso i privati guidati da una pianificazione urbanistica pubblica che potesse dare economia, lavoro e benessere. Sono 212 i cantieri aperti attraverso il nostro Programma regionale, dal 2021 a oggi, con un investimento complessivo di 58 milioni di euro. Dare vita a edifici rimasti indietro, abbandonati, senza nuovo consumo di suolo, è quindi, da tempo, parte sostanziale della nostra programmazione urbanistica. Ci mettiamo oggi, con questa importante sottoscrizione, a disposizione dell'Agenzia del Demanio per dare il nostro contributo e condividere, con gli altri enti, l'esperienza maturata in questi anni".
 

Redazione

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