I partiti, i movimenti e le associazioni: Cittadini per Sanremo, Federconsumatori, Fli, Idv, La città onesta, Pd, Prc, Progetto Sanremo, Sanremo Sostenibile, Sel, Udc ed Uniti per Sanremo', consci dell’utilita’ della partecipazione attiva alle scelte amministrative, condividendo una linea comune volta a portare a conoscenza di tutti i cittadini di Sanremo il quadro generale legato al tema rifiuti ed all’applicazione della tariffa Tarsu si sono riuniti questo pomeriggio nella 'Sala degli Specchi' del Comune di Sanremo per discutere sui problemi relativi a raccolta e smaltimento dei rifiuti e tardi. Al termine della riunione è stato emesso un documento unitario:
La gestione del servizio: il nostro comune e’ in fortissimo ritardo! La normativa vigente impone il raggiungimento del 65% di raccolta differenziata (r.d.) entro il 2012. L’amministrazione Zoccarato indice un appalto, vinto dalla societa’ ’aimeri, contenente richieste, a dir poco, ridicole, ovvero un massimo di r.d. del 22% per il 2013 ed a costi elevati, tenendo inoltre presente che il mancato rispetto del suddetto limite comportera’ una sanzione di € 118.530.
Il servizio raccolta porta a porta (pap) : la sua attivazione e’ fallimentare! L’amministrazione zoccarato ha impostato il servizio per un numero limitato di utenze non prevedendo alcuna successiva estensione.
I costi del servizio: il vertiginoso ed esponenziale aumento dei costi per la gestione del servizio, arrivato ormai a rappresentare il 17,5% delle spese correnti del comune, evidenzia una spesa, da bilancio preventivo 2011, di € 15.143.000.
La Tarsu a Sanremo: coonfrontando le tariffe deliberate dai due maggiori comuni della provincia (sanremo-imperia), emerge che a sanremo le abitazioni pagano il 40% in piu’ e le pertinenze il doppio di quanto pagano i residenti del capoluogo. le banche, i supermercati, le assicurazioni, gli studi professionali pagano da 5 volte ad 1/3 in meno mentre i laboratori artigiani ed i negozianti al dettaglio pagano il 20% in piu’. Appare evidente come tutto cio’ sia poco equo, sperequativo, e vessatorio oltre ad essere illegittimo il sommare le pertinenze alle abitazioni (tutti gli altri comuni hanno, infatti, una cifra ridotta).
L'evasione ed elusione tarsu: la cifra e’ quantificabile in circa 4.000.000 euro di evasione, di cui il 45% riferibili alle abitazioni/pertinenze ed il 55% agli altri usi/depositi. l’intera evasione si traduce dunque in un danno diretto nei confronti di tutti i cittadini che pagano il tributo e l’auspicabile recupero della tassa evasa vedrebbe, di conseguenza, ridotta la tassazione.
Cosa chiedono le forze di opposizione:
Il recupero dell’evasione attraverso l’incrocio dei dati catastali e dei consumi idrici/elettrici;
Una maggiore articolazione del quadro tariffario, diversificando le categorie in modo scrupoloso ed applicando quelle del comune di Imperia;
Il perseguimento del percorso “rifiuti zero”, realizzando almeno il 65% di r.d. per l’anno 2012 ed escludendo qualsiasi impianto di produzione c.d.r.;
Una tariffazione puntuale: il contribuente paga solo l’effettiva quantita’ di rifiuti indifferenziati prodotti;
La riduzione dei rifiuti, promuovendo la politica delle 4 r (riduzione, riutilizzo, riciclo e recupero);
La raccolta porta a porta, utilizzando contenitori specifici sull’esempio delle migliori pratiche adottate da altri comuni;
Il trattamento a freddo del residuo indifferenziato rifacendosi alla piu’ eccellente impiantistica esistente in altri centri;
Che nel prossimo appalto, per garantire maggiore concorrenza, partecipi “amaie”, come divenuto possibile, grazie alla recente normativa-














