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Politica | 11 novembre 2011, 13:09

Sanremo: chiusura di deposito ed asta dell'UcFlor, le perplessità di Paolo Carrozzino della Cisl

Il segretario regionale: "Quanti posti di lavoro dovranno essere bruciati da quella che ormai sembra più una difesa ad oltranza di un ruolo che nessun produttore vuol ancora riconoscere ad UcFlor?"

Sanremo: chiusura di deposito ed asta dell'UcFlor, le perplessità di Paolo Carrozzino della Cisl

"Quale futuro per la floricoltura? Ennesimo errore, o provocazione? Non so come definire la decisione del Consiglio di Amministrazione di UCFLOR relativo alla chiusura di deposito ed asta". Ad intervenire è Paolo Carrozzino, Segretario Regionale Liguria della Fai-Cisl, che spiega: "Lunedì 14 novembre, alle 19 è convocata l’assemblea dei soci de 'Il Nostro Mercato' proprio per decidere cosa fare. Cosa fare con la fatturazione, che rapporto avere con UCFLOR, come organizzare il servizio dell’asta. Strana coincidenza: contemporaneamente alla convocazione dell’assemblea si delibera la chiusura dei servizi. Paura di non saper affrontare il confronto con i produttori?


Molte sono le domande che nascono. Unica certezza: a rimetterci ancora una volta sono i produttori. E proprio nel momento in cui forse si è individuata una soluzione che potrebbe consentire il ritorno della merce sul mercato, la ripresa del deposito e dell’asta. La soluzione potrebbe transitare facendo gestire fatture e soldi con più ad UCFLOR, verso cui la cui fiducia dei produttori non esiste più, bensì da una Banca di Credito Cooperativo, non legata in alcun modo ad UCFLOR. La certezza dei propri soldi: questa la semplice richiesta che i produttori hanno da sempre fatto, ed a cui UCFLOR non ha ancora saputo dare certezze.


'Il Nostro Mercato', di cui CISL Agricoltura è stata socia da subito, ha approfondito la soluzione con esperti, sia commercialisti che avvocati, nonché con la direzione dello stesso Istituto bancario. Come CISL Agricoltura siamo fortemente preoccupati per la situazione: a parte i dipendenti di UCFLOR, gravano sul settore anche gli oltre 2000 lavoratori agricoli dipendenti delle aziende produttrici, ed i lavoratori dipendenti dalle aziende di commercializzazione ed esportazioni. Quanti posti di lavoro dovranno essere bruciati da quella che ormai sembra più una difesa ad oltranza di un ruolo che nessun produttore vuol ancora riconoscere ad UCFLOR? 

CISL agricoltura ritiene che la strada migliore sia quella della collaborazione fra persone di buona volontà. Se l’unico obiettivo onesto e trasparente è consentire a chi vive di floricoltura di poterlo continuare a fare in dignità, credo sia urgente smettere di escludere qualcuno, come nel caso del Presidente della Regione Liguria che ha voluto solo una parte dei soggetti coinvolti nella filiera. Sia invece necessario consentire ai produttori di sapere la VERITA’ e verificare le possibili prospettive, senza inutili pressioni da parte di nessuno.

Solo dopo l’assemblea sarà possibile aprire un confronto concreto fra tutti. Il Nostro Mercato, proprio per la sua natura ed il suo statuto, deve essere il soggetto interpellato per qualunque tipo di soluzione possibile. CISL Agricoltura ritiene che l’associazione abbia fino ad oggi svolto un ruolo importatane ed con la trasparenza necessaria per guadagnarsi la fiducia di produttori e di alcuni commercianti. Il Nostro Mercato, opportunamente adeguato statutariamente ed organizzativamente, potrà essere domani la struttura in grado di gestire la fase della commercializzazione sia nei confronti di UCFLOR che della banca.

Collaborazione, partecipazione, responsabilità, trasparenza: queste le parole chiave che aiutano, esclusione, improvvisazioni, manovre, queste le parole chiave che distruggono".

A. Gu.

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