G.A. fornisce una spiegazione riguardo al divieto di far entrare i cani negli uffici pubblici.
"Credo che la questione dell'accesso dei cani agli uffici pubblici non possa essere comparato al diritto di accesso delle persone indipendentemente dal fatto che siano profumate o meno. Al quesito perché non possano entrare i cani negli uffici mi è stata fornita la seguente risposta d'interesse pubblico: la prescrizione vigente negli u.p., considerati non luoghi pubblici, ma luoghi aperti al pubblico, scaturisce dall'esigenza prioritaria di garantire la sicurezza all'interno degli stessi, nei confronti di tutti i clienti. L'azienda ha ritenuto preferibile escludere l'accesso ai cani, piuttosto che consentirlo con le necessarie cautele, ovvero guinzaglio e museruola, il che avrebbe comportato sia l'obbligo di esercitare il prescritto controllo sull'osservanza della norma, sia di valutare la compatibilità tra spazio dell'ufficio e taglia del cane.
Con tale divieto Poste Italiane non viola alcuna norma di legge (Regolamenti comunali, sanitari, ecc.): i locali privati aperti al pubblico (come gli Uffici Postali devono essere considerati ) non cessano, per il fatto di essere, come sopra accennato, aperti al pubblico, di essere locali privati, all'interno dei quali il proprietario/gestore, caso per caso, determina l'accesso o meno degli animali in base a valutazioni di tipo oggettivo. Le stesse considerazioni di Poste Italiane hanno determinato una condotta analoga nella stragrande maggioranza degli uffici pubblici e privati e delle strutture che vedono la presenza di una numerosa clientela. La scelta deve infatti tenere conto dell'eventuale diverso avviso di tutti i clienti dei locali aperti al pubblico".
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