Il nostro lettore sanremese, Andrea Gandolfo, ci ha inviato un profilo biografico del celebre agronomo sanremese Mario Calvino, padre del famoso scrittore Italo, in occasione del prossimo sessantesimo anniversario della morte, che cadrà nel mese di ottobre:
Mario Calvino nacque a Sanremo il 26 marzo 1875 da Gio Bernardo e da Assunta Gugno. Compiuti i primi studi nella città natale, si iscrisse all’Università di Pisa, dove si laureò nel 1899 in Scienze agrarie con la tesi Breve studio sull’agricoltura del territorio di Sanremo, poi pubblicata sulla rivista ‘L’Agricoltura Italiana’ diretta dal prof. Caruso. Il 10 febbraio 1901 vinse il concorso per il posto di direttore della Cattedra ambulante di Agricoltura della Provincia di Porto Maurizio, carica che era stata istituita due anni prima su iniziativa del Consiglio provinciale di Porto Maurizio e che egli mantenne fino al 1908.
Negli anni in cui diresse la Cattedra ambulante, si attivò in particolare per l’introduzione della fertirrigazione del garofano e dell’uva da tavola St. Jeannet var. «Servant», molto diffusa nella zona di Dolceacqua, e svolse un’intensa propaganda mirata all’intensificazione ed estensione della floricoltura. Analizzando la qualità dei terreni mise in luce quali erano i fabbisogni nutritivi delle rose, incentivò la pratica del sovescio e della concimazione chimica nella viticoltura e nell’olivicoltura, promosse l’uso dello zolfo per debellare l’oidio e propose l’adozione del solfato di rame per combattere la peronospora. Fu inoltre convinto assertore dell’innesto dei vitigni europei su radice (piede) americana per contrastare più efficacemente in modo indiretto la filossera; avviò un’intensa campagna per il diradamento e la ricostruzione degli oliveti, il rinnovo dei prati e pascoli di alta montagna quale condizione preliminare per il miglioramento del patrimonio zootecnico.
Assunse in seguito la presidenza dei consorzi agrari cooperativi di Oneglia, Val Nervia e Sanremo, sorti tra il 1904 e il 1905, e contribuì anche all’impianto di un oleificio modello a Monteleone Calabro. Negli stessi anni promosse pure l’istituzione di frantoi e cantine sociali a Pontedassio e in Val Nervia, e dei primi vivai cooperativi sorti in Italia, da lui fondati a Porto Maurizio e Vallecrosia per la diffusione di nuove varietà di fruttiferi e vitigni. Allo scopo di innalzare il livello dell’istruzione professionale agricola divulgò le conquiste della tecnica agronomica e floricola attraverso la rivista «L’Agricoltura Ligure», occupandosi in particolare dei tropici e dei relativi problemi agricoli.
Dopo aver compiuto un viaggio in Francia nel 1900 presso alcuni centri di studio e sperimentazione orticola, nell’estate del 1908 incontrò a Sanremo l’ambasciatore messicano a Washington Joaquín Casasus, il quale lo invitò in Messico per continuare in tale paese la sua attività scientifica. Fu così che nel 1909 Calvino venne nominato capo del Dipartimento di orticoltura della Stazione agraria centrale e insegnante di agricoltura, floricoltura e moltiplicazione delle piante nella Scuola nazionale di agricoltura del Messico. Nel 1913 assunse la direzione della Stazione agraria centrale e la vicedirezione della Scuola nazionale di agricoltura, dove rimase fino al 1915.
Nel frattempo svolse anche le funzioni di segretario della Società agraria messicana e diresse il settimanale ‘Boletín’. Dopo aver ricoperto per breve tempo la carica di capo del Dipartimento di studi agrari, nel 1916 venne nominato dal governo messicano direttore dei Servizi agricoli dello Yucatán. Durante questo periodo egli percorse due volte, in missione, tutta la Repubblica messicana e visitò la California, il Texas e la Florida. I successivi eventi rivoluzionari spinsero Calvino a trasferirsi, ai primi del ’17, nell’isola di Cuba, dove divenne direttore della Stazione sperimentale agraria della «Cuba Cane Sugar Corporation», assumendo in seguito le mansioni di esperto in agricoltura tropicale presso la presidenza della Repubblica.
Nel 1919 assunse la direzione della Stazione sperimentale agronomica di Santiago de las Vegas e nel 1922 gli venne affidata una missione nel Brasile per studiare la coltivazione della Manihot palmata Muell. Arg. Su incarico della ‘Chaparra Sugar Co.’, fondò nel 1923 a San Manuel una Stazione sperimentale per lo studio della canna da zucchero e una scuola agraria per i figli dei coloni, istituzioni che diresse fino al 1925 insieme con la rivista ‘Chaparra Agricola’, da lui fondata e dedicata alla coltivazione e all’utilizzazione della canna da zucchero. La nostalgia dell’Italia e il vivo desiderio di ritornare in patria per potervi proseguire le sue ricerche, lo indussero nel 1925 a rientrare a Sanremo, non prima però di recarsi nelle isole Hawaii per studiare il metodo locale della coltivazione della canna da zucchero.
Nella sua città natale assunse nel luglio 1925 la direzione della Stazione sperimentale di floricoltura ‘Orazio Raimondo’, che avrebbe guidato per ventidue anni e, dopo un’interruzione di quasi un biennio per raggiunti limiti di età, ancora per un periodo di due anni fino al dicembre 1950. Fin dall’inizio della sua attività nel nuovo incarico, promosse l’introduzione di specie e varietà nuove provenienti soprattutto dalle zone subtropicali e tropicali con l’obiettivo di acclimatarle nell’ambiente della Riviera ligure. Rientrarono nella sua collezione esemplari di avocado e pompelmo, varie specie da fiore ed ornamentali, da fecola, da frutto, da zucchero e da essenza, tra cui numerose varietà di rose, nerine, rododendri e ninfee. Partendo dal convincimento che il mezzo più importante per il progresso della floricoltura fosse costituito dal miglioramento genetico delle piante, tenne frequenti corsi presso la Stazione sperimentale per insegnare ai floricoltori la tecnica dell’ibridazione.
Nel 1927 conseguì la libera docenza in orticoltura, compiendo in seguito varie missioni agricole in Europa e in Africa, nel corso delle quali toccò le isole dell’Egeo, la Tripolitania, la Somalia, l’Oltre Giuba, il Kenya, il Tanganica e lo Zanzibar. Dal 1927 al 1938 fu consulente della Società saccarifera italo-somala e successivamente della Società agricola italo-somala. Nel 1939 venne nominato membro del Consiglio Nazionale delle Ricerche, mentre già da cinque anni collaborava con il Servizio chimico militare nello studio delle piante secondarie di gomma elastica, e nell’ambito di tali ricerche dimostrò sperimentalmente la possibilità della coltivazione del guaiule nelle zone calde d’Italia. Tra il 1936 e il 1939 fu incaricato del corso di Colture Tropicali presso la Facoltà di Agraria dell’Università di Torino. Dal 1936 fece parte della Commissione per la coltivazione del sorgo zuccherino e dal 1939 della Commissione per lo studio delle piante da cellulosa presso l’Ente nazionale per la cellulosa e per la carta. Dopo la fine del secondo conflitto mondiale, collaborò, in qualità di presidente di Commissione del ministero per la Costituente, agli studi per la riforma agraria, elaborando un programma in 24 punti concernenti le previdenze più urgenti in favore dell’agricoltura in tutta l’area ligure, dalla fascia costiera floricola e olivicola alla montagna, dall’edilizia rurale al credito agrario, e dalle comunicazioni stradali ai trasporti aerei.
Calvino fondò e diresse anche numerosi periodici, tra i quali: ‘Haciendas y Ranchos’, ‘Boletín de la Sociedad Agricola Mexicana’, ‘La Costa Azzurra Agricola Floreale’ e ‘Il Giardino Fiorito’. Morì a Sanremo il 25 ottobre 1951. Di lui rimangono infine circa centoventi pubblicazioni che attestano la varietà e vastità della sua attività scientifica e dei suoi molteplici interessi culturali.














