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Eventi | 25 aprile 2011, 12:04

Sanremo: le celebrazioni del 25 aprile, orazione del Giudice Paolo Luppi, parole dure contro i governi e contro Benigni

Lungo corteo nelle vie della città con il culmine ai giardini Gino Napolitano ed il discorso del Giudiche che ha toccato i temi della Liberazione ma anche l'attuale politica italiana ed estera.

Sanremo: le celebrazioni del 25 aprile, orazione del Giudice Paolo Luppi, parole dure contro i governi e contro Benigni

Festa della Liberazione, quest’oggi in tutta Italia con i molti cortei organizzati dall’Anpi per ricordare quel giorno che, per la nostra nazione fu importante per la nascita della democrazia, oltre che per la fine del conflitto mondiale. A Sanremo le celebrazioni hanno visto, come sempre, il concentramento in piazza Colombo per vedere poi il corteo snodarsi lungo via Matteotti, corso Mombello, giardini Gino Napolitano e, quindi, lungo la ciclabile, fino a largo Ruffini. 

Lungo il percorso, accompagnati dalla banda ‘Città di Sanremo’ i partecipati (con le massime autorità civili e militari) hanno reso omaggio ai caduti, presso i vari monumenti ed hanno assistito all’alzabandiera con il saluto all’inno nazionale. In chiusura, ai giardini Gino Napolitano, l’orazione è stata affidata al Giudice del Tribunale di Sanremo, Paolo Luppi. Il discorso, dopo i saluti di rito, è stato incentrato sul ricordo del 25 aprile 1945, ma anche sulla situazione politica nazionale ed internazionale (un breve video del discorso cliccando QUI): “Il 25 aprile, per chi come me, ha la fortuna di essere figlio di un comandante partigiano ed anche magistrato, è una data sacra, che ha segnato per il nostro paese la fine dell’incubo della dittatura fascista, la conclusione della lunga stagione della guerra, con i suoi orrori e del sangue. Si apriva la stagione della rinascita, della ricostruzione morale e materiale, per un paese che il fascismo e le sue folli avventure belliche avevano ridotto in macerie. Gli uomini che avevano patito il carcere, il confino e le sevizie e che avevano organizzato la lotta contro il nazi-fascismo, furono poi capaci di costruire un’Italia nuova. Riscattarono l’immagine di un paese che doveva farsi perdonare dal Mondo, oltre all’eliminazione delle libertà fondamentali, anche le vergognose scelte anti-semite, della legge razziale del 1938, senza dimenticare l’alleanza con Hitler e l’aggressione a paesi come la Jugoslavia, la Grecia e l’Unione Sovietica. Senza quei giovani, che versarono il loro sangue, oggi l’Italia sarebbe diversa. Il fascismo forse sarebbe caduto comunque, ma forse avrebbe resistito a lungo”. 

Il Giudice ha poi parlato anche della situazione politica italiana e internazionale. Per quanto riguarda quella nazionale, si è scagliato sia contro l’attuale Governo ma anche verso alcune parti dell’opposizione. E’, in tema di politica estera, non sono mancate frecciate al centro-sinistra, parlando degli attuali attacchi alla Libia, senza dimenticare quelli contro la ex Jugoslavia, ai tempi del Governo D’Alema. Le dure parole del giudice Luppi si sono rivolte anche a Roberto Benigni, in riguardo al suo intervento all'ultimo Festival di Sanremo.

(Nella gallery le più belle foto delle celebrazioni)

Carlo Alessi

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