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Politica | 16 febbraio 2011, 10:27

Imperia: oggi incontro sulla Direttiva Bolkstein, Indulgenza (PRC) parla dei rischi nascosti

"Essa rischia di aggravare ancor di più la crisi in cui si dibattono le economie locali e i piccoli imprenditori, a favore delle grandi potenze economiche e finanziarie, abbattendo garanzie e diritti concepiti e assicurati per la protezione sociale" - spiega Indulgenza

Imperia: oggi incontro sulla Direttiva Bolkstein, Indulgenza (PRC) parla dei rischi nascosti

Oggi ad Imperia si tiene un incontro promosso dalla Camera di Commercio sulla cosiddetta Direttiva Bolkestein. L'argomento non riguarda solamente gli operatori del commercio, ma una gran parte del mondo del lavoro e l'intera cittadinanza, riferendosi a "qualunque attività economica, di carattere imprenditoriale o professionale, svolta senza vincolo di subordinazione, diretta alla scambio di beni o alla fornitura di altra prestazione anche a carattere intellettuale”.

Sull'incontro è intervenuto Pasquale Indulgenza capogruppo  del Partito di Rifondazione Comunista ad Imperia che ha voluto fare qualche precisazione sull'argomento: "Sarà bene, pertanto, a partire da questo appuntamento, chiarire con nettezza i rischi insiti nell'applicazione di questa normativa.  Negli anni scorsi, la Direttiva Bolkenstein è stata contrastata, a livello europeo e nazionale, solamente dalle forze della sinistra (PRC, Pdci, Verdi) , mentre la Destra ne cantava le lodi nel nome di quel liberismo sfrenato e di quella idolatria del mercato che hanno prodotto sul piano economico e sociale i devastanti risultati oggi sotto gli occhi di tutti. - spiega Indulgenza - L'Italia ha recepito la normativa l’8 Maggio 2010, con l'entrata in vigore il D.Lgs. n. 59/2010 avente come oggetto 'Attuazione della direttiva 2006/123/CE relativa ai servizi nel mercato interno'; un 'impegno' per l’Italia, destinato a creare non pochi problemi sia al governo centrale che alle regioni.
Anche se di primo acchito potrebbe sembrare che la Direttiva Bolkestein e il conseguente Decreto Legislativo di recepimento, abbiano come scopo il miglioramento dell’attività economica europea, l’azzeramento di vincoli burocratici e la maggior tutela dei consumatori, nella realtà, il testo normativo cela tra le pieghe ben altro. Negli intenti dichiarati e sbandierati, la Direttiva  2006/123/CE mira negli intenti ad apportare benefici alle imprese e a tutelare i diritti del consumatore, riducendo e in alcuni casi eliminando l’elevato numero di ostacoli burocratici che impediscono ai prestatori di servizi di espandersi oltre i confini nazionali al fine di sfruttare appieno il mercato unico, in un’ottica di maggiore competitività e armonizzazione dei mercati. - prosegue Indulgenza - La novità introdotta dalla Bolkestein è  il principio della “libertà di prestare servizio”, che prevede il divieto per gli Stati di imporre al prestatore di servizi di un altro Stato membro ulteriori requisiti burocratici rispetto a quelli richiesti ai propri operatori, che non siano giustificati da ragioni di pubblica sicurezza, protezione della salute e dell’ambiente.

Nella versione finale della Direttiva,  per fortuna, tale principio ha  sostituito l’iniziale “principio del paese d’origine”, fortemente contestato in vari paesi europei, in base al quale il prestatore di servizi era soggetto alle disposizioni dello Stato membro di provenienza. I reali obiettivi che la Direttiva Bolkstein intende perseguire appaiono chiari non appena si prova a trasporre nella realtà il testo della stessa, spogliandolo della maschera degli asseriti vantaggi che l’ha accompagnato durante tutte le fasi della sua definitiva approvazione. E' così possibile scoprire come fra le pieghe di frasi spesso presentate come slogan quali 'l’incentivazione all’espansione transfrontaliera delle imprese', la 'riduzione degli oneri amministrativi', 'la riduzione dei prezzi attraverso lo stimolo alla concorrenza', 'la sequela infinita di vantaggi per il consumatore', si celi ben altro. Ad un’ attenta analisi del testo, infatti, si capisce che la normativa va proprio a colpire, in Europa e, soprattutto, nel nostro Paese, garanzie fondamentali - normativamente esigibili - per la tutela del consumatore, la trasparenza nelle procedure, le garanzie sociali ed ambientali, la qualità dei servizi, la possibilità di prendere decisioni da parte delle autorità locali, etc., a vantaggio di poteri forti di natura trasnazionale, talmente forti , anche grazie a tali disposizioni, da condizionare ancor più pesantemente la politica, l’economia e, di recente, anche la salute dei cittadini europei. - conclude - La Bolkestein, in ultima istanza, rappresenta uno dei frutti più pericolosi della produzione normativa di una Unione europea dominata dalle lobbies economiche, dai poteri finanziari e dall'ideologia liberista. Essa rischia di aggravare ancor di più la crisi in cui si dibattono le economie locali e i piccoli imprenditori, a favore delle grandi potenze economiche e finanziarie, abbattendo garanzie e diritti concepiti e assicurati per la protezione sociale".

Stefano Michero

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