Si è salvato con un "ciclistico" colpo di reni il sindaco di Triora Marcello Lanza, al centro nelle ultime settimane di uno scontro politico che ha infiammato il paese della valle Argentina. Uno scontro che si è vissuto soprattutto, ma non solo, a suon di lettere incrociate tra i vari protagonisti della vita amministrativa del piccolo centro. Alla fine l’accettazione della surroga da parte di Silvia Siccardi, ultima componente della lista d’opposizione, ha permesso di mantenere in carica 6 consiglieri più il primo cittadino su un’assise che prevede 13 consiglieri. Numeri alla mano è quindi evidente come la decisione della Siccardi, diversamente da come si sono comportati i suoi colleghi (od ex colleghi) della minoranza abbia scongiurato la permanente mancanza di numero legale che avrebbe comportato lo scioglimento del consiglio comunale e quindi le elezioni anticipate.
Ora, come del resto lo stesso Lanza si era reso disponibile, bisognerà vedere se la neo consigliera rimarrà all’opposizione oppure se sarà imminente un suo passaggio in maggioranza magari proprio con un ruolo operativo in giunta. E’ stata proprio lei, nel suo discorso d’insediamento, a lasciare spazio a quest’ipotesi quando ha detto: "Ho deciso di accettare la nomina a consigliere comunale, offrendo nel contempo la mia disponibilità a ricoprire anche cariche amministrative di governo".
Sta di fatto che il sindaco Lanza, che in questo anno e mezzo di mandato non ha saputo tenere unita la sua maggioranza, rimane in piedi e va avanti. Certo, d’ora in poi non potrà più permettersi neanche un passo falso, i margini infatti sono finiti e in caso di nuovi incidenti politici neanche la magia delle famose streghe di Triora potrebbe salvarlo.














