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Al Direttore | 21 gennaio 2011, 20:42

Castellaro: cava Rocche Croaire, un altro esposto da parte di Giovanna D'Adamo

Castellaro: cava Rocche Croaire, un altro esposto da parte di Giovanna D'Adamo

Giovanna D'Adamo invia il testo del fax che ha inviato oggi a Prefettura di Imperia, Provincia di Imperia, Polizia Provinciale, Corpo Forestale dello Stato ed i Sindaci di Taggia e Castellaro sulla cava di Rocche Croaire.

"Le foto allegate, sono l'esempio dei controlli in rispetto dell'ambiente, così tristemente di moda ultimamente. Le polveri non seguono il confine naturale della cava-discarica di Castellaro, ma sconfinano anche in quella temporaneamente ferma di Taggia, fino a distribuirsi senza regole e leggi sulla valle.

Il 20 luglio 2010, dopo vari esposti e richieste ambientali, ci siamo recati - su appuntamento - dal responsabile del Dipartimento Ambiente Regione Liguria Settore Attività Estrattive, l’Arch. Ermanno GAMBARO. Tale appuntamento, era necessario, per capire come funzionano i controlli sul territorio regionale e provinciale, dalle autorizzazioni fino alle autocertificazioni degli esercenti alle attività autorizzate e controllate.

Mostrammo all’Arch. GAMBARO, in presenza del suo assistente sig. Salvatore BAGLÌO, con l’ausilio del PC di Brunello VALLE, le foto riguardanti gli scavi abusivi (anche attraverso l’ausilio di cariche esplosive) e i materiali utilizzati per i ripascimenti, in Regione Rocche Croaire sul Territorio del Comune di TAGGIA.

Inoltre evidenziammo (sempre con foto e filmati), l’anomalia del rinnovo regionale, di cava-discarica sul territorio del Comune di CASTELLARO, ripercorrendo la leggenda di PENELOPE.

L’Arch. GAMBARO, notando la nostra delusione sulla tutela ambientale, ci disse:”….  non arrabbiatevi, ma, questo sito è stato giudicato molto positivamente(*) da quelli dell’ambiente, per il punto strategico, per i lavori per la collettività”.

Riscontrando la sorpresa dei responsabili regionali alla vista degli scavi sul territorio di TAGGIA, ritenemmo opportuno, informare con un esposto, gli altri settori del Dipartimento Ambiente Regione Liguria, e gli enti predisposti al controllo del territorio, sulla realtà degli scavi, confrontandola con le relative lavorazioni autocertificate.

Oggi 21 gennaio, ore 08,50, sono entrati nella suddetta cava, nuovamente i mezzi pesanti provenienti dall’Aurelia Bis (zona S. Lazzaro), questa volta con una novità sconcertante. Tali mezzi, hanno trasportato scoperti e depositato, i materiali lavorati finemente in loco S. Lazzaro con un vaglio.

Mi chiedo, quale positività(*) ci sia, e soprattutto quali enti, hanno autorizzato il deposito di materiali, contenenti prevalentemente argilla, su di una collina - già colma di terre lavorate finemente da un vaglio , e setacciata da mezzi meccanici muniti di benne forate, presenti in cava – non prevedendo in alcun modo il trasporto di tali materiali con il vento?

Quali enti, ho trascurato d’informare, anche se oggi le nuvole di polvere, erano visibili dall’uscita dell’autostrada di TAGGIA?".

Redazione

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