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Attualità | 26 novembre 2010, 23:06

Imperia: è morto mercoledì il Comandante imperiese Sergio Ascheri

Una vita dedicata alla famiglia ed al suo secondo grande amore il mare e la Marina, prima Militare e poi Mercantile.

Imperia: è morto mercoledì il Comandante imperiese Sergio Ascheri

E' mancato mercoledì all'affetto dei suoi cari Sergio Ascheri. Era nato il 21 Luglio 1923 da Gemma Mascardi e Maurizio Ascheri. Gli Ascheri erano una famiglia di Porto Maurizio di origini Nizzarde, quando ancora Nizza era una Contea, parte dei domini dei Savoia. La Quadrisavola di Sergio Ascheri era sorella di Rosa Raimondi, originaria di Loano e Madre di Giuseppe Garibaldi.

Una vita dedicata alla famiglia ed al suo secondo grande amore il mare e la Marina, prima Militare e poi Mercantile. Dopo il ginnasio, propedeutico al Liceo Classico, andò contro al volere della famiglia che lo voleva Dottore o Avvocato, si iscrisse allIstituto Nautico di Savona, dove si diplomò nel 1942. Arruolatosi in Marina Militare nel 1945, servì come sottotenente di vascello, poi promosso a tenente, fino al 1947. Nel 47 passò alla Marina Mercantile dove, nel 1966, guadagnò il titolo di Capitano Superiore di Lungo Corso grazie al quale era autorizzato ad assumere il comando di navi nazionali, senza limiti di tonnellaggio e velocità, per qualunque destinazione ed a qualsiasi servizio fossero adibite.

Nel 1978 ricevette dal Presidente della Repubblica la Medaglia d’onore per lunga navigazione di I°grado (oro) Tante sono state le onorificenze ed i riconoscimenti in Italia come pure allestero nei paesi più disparati, come ad esempio il Venezuela e la Liberia. Per sessantaquattro anni ha condiviso soddisfazioni e dolori con lamatissima Moglie Maria Parodi, che per tutta una vita ha rappresentato per lui lo Zenit, il punto fermo, il porto al quale ha sempre pensato e desiderato tornare al termine dei suoi innumerevoli viaggi.
Uomo di altri tempi nei valori, discreto, riservato e corretto, ma moderno
nel suo modo di amare e trasmettere i sentimenti ai suoi cari che, nel salutarlo, lo ringraziano per gli insegnamenti trasmessi e lesempio che ha rappresentato per tutti loro.

Carlo Alessi

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