Il giovane neo dottore in odontoiatria, il sanremese Davide Verrando ha vinto il terzo premio al Congresso Nazionale "Nuove tecnologie in odontoiatria – Premio Sergio Duillo" esponendo, nella sessione dedicata alla presentazione dei poster presieduta dai professori De Angelis, Lagorio e Merlini, la sua tesi sperimentale discussa poco meno di due settimane fa; il lavoro dal titolo "Biomeccanica degli impianti ortodontici: uno studio in vitro ed in vivo" è stato ideato e sviluppato in collaborazione con il prof. Alberto Rebaudi, noto chirurgo e dentista di Genova, con la supervisione del prof. Paolo Pera, Direttore del Dipartimento di Scienze Biofisiche, Mediche e Odontostomatologiche dell’Universita di Genova(DI.S.T.BI.M.O.).
La nuova edizione del Congresso si è tenuta nelle giornate del 5 e 6 Novembre presso il Centro Congressi dello Starhotel - President a Genova e l’evento è dedicato alla memoria del Dott. Sergio Duillo - docente di Endodonzia all’Università di Genova e Past President della Società italiana di Endodonzia e segretario culturale ANDI - prematuramente scomparso nel 2002 e promotore della divulgazione dell’endodonzia in Italia. Organizzata dal Dipartimento di Scienze Biofisiche, Mediche e Odontostomatologiche dell’ Università di Genova (D.IS.T.BI.M.O.), la manifestazione ha radunato un gran numero di luminari provenienti dai più importanti atenei italiani ed europei, riuniti a discutere sui presidi tecnologici e le recenti acquisizioni scientifiche a disposizione dell’odontoiatra al fine di migliorare la qualità della prestazione professionale. Tre le sessioni scientifiche parallele che hanno affrontato i temi di attualità della professione odontoiatrica, spaziando dall’implantologia a carico immediato, all’uso dei laser in odontoiatria e all’estetica dentale.
"L’odontoiatria si è evoluta rapidamente negli ultimi anni" - spiega il Prof. Stefano Benedicenti, Presidente del Congresso - "e ciò è avvenuto soprattutto grazie all’introduzione di strumenti e tecniche che consentono di operare in sicurezza e mininvasività, rendendo predicibile e meno traumatico per il paziente il risultato finale".














