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Politica | 03 ottobre 2010, 19:39

Rifiuti sotto le finestre dell’Istituto Tecnico Ruffini, intervento di 'Uniti per Pieve di Teco'

Rifiuti sotto le finestre dell’Istituto Tecnico Ruffini, intervento di 'Uniti per Pieve di Teco'

Renzo Brunengo, Alberto Molinari, Tiziana Brunengo, Anita Cappello del Gruppo Consiliare 'Uniti per Pieve di Teco', intervengono sui rifiuti sotto le finestre dell’Istituto Tecnico Ruffini.

"Avevamo votato contro l’ubicazione dell’ area per la raccolta e deposito dei rifiuti differenziati, denominata 'ecocentro intercomunale', nel cortile degli ex Agostiniani e pensavamo che ci sarebbe stato un ripensamento da parte della maggioranza, considerato che ci troviamo in un pregevole complesso monumentale del 1550 e proprio sotto le finestre dell’Istituto Tecnico Ruffini. Così non è stato.

Anche se  quel cortile, per la sua posizione comoda e centrale,  è stato utilizzato da sempre  per il  ricovero ed il parcheggio degli scuolabus, mentre una parte dell’area, da alcuni anni, serviva per la raccolta del solo cartone e dei materiali ferrosi, l’attuale amministrazione lo ha adibito alla raccolta dei rifiuti, compresi quelli pericolosi. L’autorizzazione è stata rilasciata dalla  Giunta comunale, è valida fino al 2015 ed è rinnovabile, pur mancando le opere che dovrebbero costituire strutturalmente un centro di raccolta.

Nel regolamento approvato, alla voce 'Emergenze emissioni atmosferiche e acustiche', l’affermazione: '...il centro è ubicato in zona sufficientemente isolata e quindi esente da eventuali molestie acustiche prodotte dalle attrezzature…' suona a dir poco strana.

Forse la presenza confinante di una scuola non è da tenere in conto  se, per fare posto ai rifiuti, anche gli scuolabus della Valle Arroscia, gestiti dalla Comunità Montana, sono stati sfrattati  e trasferiti nel campo sportivo di calcio!? Una scelta per noi assurda, insensata.

Sia ben chiaro, noi siamo pienamente favorevoli e concordiamo sulla necessità assoluta di una raccolta  differenziata, fatta bene. Il Comune ha senza dubbio il dovere, e le possibilità a Pieve non mancano, di individuare un’area idonea ed adeguata allo scopo, senza nulla pregiudicare.

Auspichiamo che, su questa situazione, che non può definirsi normale, ci sia una dovuta e tempestiva presa di coscienza".

A. Gu.

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