Prefatto da Serge Latouche, esce oggi in Italia per la EMI il romanzo 'Il Ventre del Pitone', del ventimigliese Enzo Barnabà, già uscito in francese. Siciliano di Valguarnera (Enna), Barnabà è un francesista con la passione per l'Africa. Ad Abidjan, oltre che in Albania e in Montenegro, è stato addetto culturale dell'ambasciata italiana; in Costa d'Avorio ha approfondito la conoscenza della realtà locale. Vive attualmente a Grimaldi di Ventimiglia, dove la riviera del ponente ligure si confonde con quella francese.
Il libro: il mercato colonizza lo stato molto più di quanto lo stato non colonizzi il mercato. In Africa, l'invasione dei media internazionali attraverso radio, televisione, internet e telefoni cellulari ha effetti corrosivi sui legami sociali: mediante la colonizzazione dell'immaginario, trasforma la povertà modernizzata in miseria e lancia migliaia di migranti verso un drammatico fuggifuggi. Basti pensare alla voglia dei giovani - tra cui Cunégonde - di lasciare quello che finiscono per considerare come un inferno per i paradisi artificiali del nord, contro le cui porte andranno a frantumarsi. E anche se, come succede a Cunégonde, avviene il miracolo e - non senza traumi - essi riescono a oltrepassare quelle porte, la cosa lascia ferite che difficilmente guariscono. Anche questa è la lezione del bel libro di Enzo Barnabà.

















