“Per quanto riguarda il punto nascite in provincia di Imperia non è stato deciso ancora nessun accorpamento”. A dichiararlo è il consigliere regionale del Pd e componente della Commissione sanità Giancarlo Manti che ha voluto commentare l’intervista rilasciata ieri a Sanremonews dal presidente della Commissione stessa Stefano Quaini (Idv). “E’ –specifica Manti – una situazione oggettivamente diversa rispetto a quella di Sarzana dove il reparto è già stato chiuso perché mancavano le condizioni di sicurezza. Diversa ancora da quella di Albenga che non vedrà aperto quello che era previsto mentre sarà mantenuto il reparto di Pietra Ligure. In altre parole non è stato ancora deciso alcun accorpamento. La situazione è in stand-by. E’ possibile, se non probabile anche che restino aperti tutte e due, quello di Imperia e quello di Sanremo e per parecchio tempo. Anche perché bisogna tener conto del previsto concentramento in un unico e nuovo ospedale che è quello di Taggia”. “Ci siamo dati – prosegue Manti - tre mesi per valutare le oggettive necessità sulla base della relazione del direttore generale. La concentrazione, eventuale, dovrebbe avvenire in una struttura di secondo livello, previa analisi del bisogno effettivo del territorio. Attualmente a Imperia e a Sanremo ci sono due strutture funzionanti in sicurezza di I° livello. E su questi punti la condivisione con Quaini è totale”.
Non è chiara ai consiglieri comunali di Imperia che si sono sollevati la distinzione tra reparti di emergenze e di elezione? “La questione- risponde Manti – riguarda il riordino generale degli ospedali. Se si dovessero sboccare i fondi per l’ospedale unico fra qualche anno il problema potrebbe essere superato. Non si sa ancora nel frattempo quelli che potrebbero trovare sede a Imperia e quelli a Sanremo, intanto bisogna rifuggire dai campanilismi”. “Sulla quota capitaria – aggiunge il consigliere regionale – io e lo stesso Quaini siamo stati i primi firmatari di un ordine del giorno volto a eliminare questo squilibrio ai danni dei cittadini di Imperia che effettivamente c’è e derivante da fattori trentennali. Certo che sui bilanci pesano gli 80 milioni di euro di tagli per il 2010 che si preannunciano di 155 milioni nel 2011 decisi dal Governo”.



















