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Attualità | 23 giugno 2019, 08:00

Viaggio nel nostro entroterra: la civiltà dell'olivo, opportunità e risorsa...

L'analisi storica e culturale del nostro territorio a seguito della manifestazione "Oliveti aperti", nel pensiero di Pier Luigi Casalino.

Viaggio nel nostro entroterra: la civiltà dell'olivo, opportunità e risorsa...

Lo scorso fine settimana si è celebrata anche nel Ponente ligure, oltre che nel resto della regione, la manifestazione "Oliveti aperti", evento concepito per far conoscere il pianeta olio, risorsa del territorio di grande richiamo non solo turistico e degustativo, ma anche e soprattutto ambientale e storico.

La particolarità della risorsa olivicola del nostro territorio, inoltre, ha posto in luce tradizioni e iniziative legate alla cultura dell'olio e delle nostre genti: un momento importante di conoscenza e di evoluzione, che va aldilà del viaggio sensoriale tra paesaggi onirici tra terra e mare. L'occasione ha consentito di riconoscere l'olio genuino e i modi per esaltarne il sapore, ma anche di scoprire, anzi di riscoprire, le eleganti sensazioni di altri prodotti della zona. Un insieme di elementi, soprattutto in questa perdurante congiuntura, che possono costituire fattore di fiducia e di rinnovata speranza. Non è un caso che Giovanni Boine scrivesse:"il prato divento' uliveto, il campo uliveto, la vigna uliveto, il bosco in alto faticosamente, dolorosamente, tenecissimamente uliveto".

Ci fu un tempo in cui lunghe teorie di muli carichi di otri di olio attraversavano l'Appennino per le mulattiere che uniscono la riviera alle ricche pianure piemontesi, lombarde e del centro Europa, e tornavano con grano ed altre merci: erano le antiche vie dell'olio (dette vie marenghe da piemontesi e lombardi perché portavano al mare), ancora oggi percorribili. Ma la rivoluzione industriale del XIX secolo e inizio XX secolo sottrasse le forze migliori alle campagne, assorbendo mano d'opera giovane. Con il suo moto inarrestabile decretò l'inatteso declino di un'attività così prosperosa, tanto che che si rese necessario importare olio dagli altri paesi mediterranei.

Dopo alterne vicende, oggi la situazione sembra faticosamente migliorata, anche grazie agli incentivi economici e, da ultimo, alle possibilità che un'alimentazione più sana ed equilibrata sia alla base di un rilancio delle attività connesse alla produzione dell'olio d'oliva, fonte di reddito e di salute.

Redazione

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