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CRONACA | 17 giugno 2019, 17:38

Ventimiglia: aggredirono un giornalista, no border a processo, la testimonianza in aula di Alberto Guasco "Accerchiato per un'ora e mezza"

Le immagini girate da Guasco erano state sequestrate dalla Digos e sono agli atti del processo

Ventimiglia: aggredirono un giornalista, no border a processo, la testimonianza in aula di Alberto Guasco "Accerchiato per un'ora e mezza"

Mi spiace essere qui, credo che la situazione si sarebbe potuta risolvere con un sorriso e una stretta di mano”. Lo ha dichiarato in un’aula del tribunale di Imperia Alberto Guasco, il giornalista aggredito da alcuni no border a Ventimiglia il 30 luglio 2015, quando si era recato per Tele Sanremo, la tv che allora dirigeva, alla pineta dei Balzi Rossi, dove era nato un accampamento per migranti no border.

Da quell’episodio e dall’occupazione dell’area è scaturito un processo con una ventina di imputati, a cui Guasco ha preso parte in qualità di testimone. Il giornalista ha raccontato la propria versione di come si sono svolti i fatti al giudice Francesca Minieri e al Pubblico Ministero Luca Scorza Azzarà.

Sono giunto sul posto per documentare la situazione, e anche per dar voce ai no border. Ho chiesto a telecamere spente ad alcune persone presenti se avessero voglia di fare un'intervista, ma dopo un consulto durato alcuni minuti, mi hanno fatto sapere che nessuno voleva essere intervistato”.

Guasco ha chiarito che quel giorno, come sempre, era munito di telecamera, “ben visibile”, e di essere rimasto fuori da un’area transennata, da dove effettuava riprese all’interno del campo. “Loro consideravano il campo proprietà privata, – ha spiegato Guasco – poco dopo mi hanno detto che non avrei potuto fare nessuna ripresa, prima dicendomi che mi trovavo in una zona privata, poi che i migranti all’interno del campo potevano essere riconosciuti se le immagini fossero state diffuse, e nel caso in cui questi fossero riusciti a passare il confine, qualcuno avrebbe potuto riconoscerli all’estero e rimandarli in Italia. Io ho dato la massima disponibilità, cancellando anche due clip del video in cui i migranti avrebbero potuto essere riconosciuti. Ci tengo a chiarire che il giorno dopo questa vicenda ho controllato il sito e la pagina Facebook dei no border, dove erano presenti foto e video con in bella vista, molto più che nelle mie immagini, i volti dei migranti”.

Poco dopo l’aggressione, a pietrate, come ricorda il cronista: “Una persona più distante delle altre con cui stavo parlando, mi ha lanciato una pietra, in mano ne aveva un'altra e si è avvicinata verso di me. Non era una persona con cui stavo parlando, nessuno di loro ha usato violenza nei miei confronti, solo un fare tra virgolette intimidatorio. Qualcuno era arrivato molto vicino alla mia faccia”.

La discussione era proseguita, e a Guasco era stato chiesto di cancellare tutto il girato: “Su questo mi sono rifiutato. Qualcuno mi ha messo le mani sulla telecamera, ma ho reagito dicendogli di non provarci. Nel gruppo c’era anche una persona che mi riprendeva, per cui rischiavo ci fosse un video loro in cui ero io a essere ripreso e che invece non ci fosse il mio video, che sono riuscito a realizzare e a mandare in onda”.

Il gruppo, composto da una decina di persone, di cui cinque o sei tra coloro che discutevano attivamente con Guasco, si era poi spostato, insieme al giornalista, verso un muretto che delimita la scogliera, dove si trovavano i migranti.”Lì è proseguita la discussione per altri venti minuti. Il tutto, compresa l’aggressione sarà durato un’ora e mezza”.

Il servizio di Guasco era poi andato in onda.




Le immagini erano state sequestrate dalla Digos e sono agli atti del processo che vede Deborah Angrisani, Gianni Balestra, Elodie Balestra, Francesca Becchetti, Paolo Biamonti Davide Bragetti, Elisa Briguccia, Teresa Calvieri, Rafael Campagnolo, Desireè Ceccarini, Giulia Fiscato, Marco Fornari, Martina Franchi, Marco Giuntini, Anna Gregorutti,  Sara Jaralla, Emanuela Lava, Jacopo Mascheroni, Guglielmo Mazzia, Anselmo Mengacci, Caterina Napoli, Nazario Pastucci, Tiziana Pavone, , Francesca Peirotti, Sara Pezzera, Pasquale Polimeni, Riccardo Rossetti, Felice Rosa, Maria Rosso, Alexsander Sasso e Lorenzo Viale, accusati di violenza privata e invasione di terreni.

Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Ersilia Ferrante, Claudio Novaro, Cristina Sismondini, Emanuele Tambuscio, Laura Tartarini e Gianluca Vitale.

All'udienza di oggi, come spesso accade in queste occasioni, era presente in tribunale un capannello di attivisti, solidali con gli imputati.

Francesco Li Noce

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