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ATTUALITÀ | 22 gennaio 2019, 17:59

In tutta la provincia di Imperia gli incontri della Polizia di Stato nelle scuole per parlare della violenza di genere

Le “tappe” imperiesi hanno visto la partecipazione degli alunni del Ruffini, del Nautico e dell’Itis, per poi continuare con gli incontri nelle città di Sanremo e Ventimiglia.

In tutta la provincia di Imperia gli incontri della Polizia di Stato nelle scuole per parlare della violenza di genere

Ricominciano, anche quest’anno, gli incontri della Polizia di Stato e del Centro Provinciale Antiviolenza con gli alunni della provincia. Le “tappe” imperiesi hanno visto la partecipazione degli alunni del Ruffini, del Nautico e dell’Itis, per poi continuare con gli incontri nelle città di Sanremo e Ventimiglia. Oltre 150 gli alunni coinvolti, di età compresa tra i 14 e i 16 anni. La Dr.ssa Gandolfo, responsabile del Centro Provinciale Antiviolenza, ha illustrato il cd. ciclo della violenza, soffermandosi sull’importanza di riconoscere i primi segnali che potrebbero trasformare una relazione sentimentale in un vortice di violenza. 

Al centro di questi incontri, la tematica della violenza di genere. Agli studenti è sono state illustrate le norme e le procedure a tutela di chi subisce maltrattamenti e violenze e, soprattutto, per vincere la resistenza di chi, spesso, ha ancora esitazione a denunciare o a varcare la soglia di un ufficio di Polizia. Solo denunciando le violenze e i maltrattamenti subiti, infatti, le Istituzioni possono attivare i canali dedicati, consentendo un rapido, concreto ed efficace intervento a tutela della vittima. Un’attività importante, che vede impegnati i vari attori coinvolti in iniziative volte alla prevenzione e alla sensibilizzazione, iniziando, in primis, proprio dalla scuole.

L’intervento della Polizia di Stato è stato invece incentrato nel far conoscere ai ragazzi il cd. protocollo E.V.A. (acronimo di Esame Violenze Agite), che ha codificato in linee guida le Best Practice per la gestione degli interventi legati alla violenza di genere in caso di primo intervento degli addetti al controllo del territorio, attraverso la elaborazione di una “Processing Card” composta di schede che i poliziotti devono compilare ed inserire negli archivi informatici di polizia quando intervengono a seguito di segnalazione di violenza di genere. Da questo archivio, la Sala Operativa può trarre informazioni essenziali quando invia la volante sul posto: informazioni su chi ha richiesto l’intervento, sull’eventuale presenza di armi censite all’interno dell’abitazione, su eventuali precedenti di polizia a carico delle persone coinvolte, tutte utili per tutelare al meglio sia la vittima che gli operatori.

Il percorso che la donna deve intraprendere per uscire dall’ombra e avere il coraggio di denunciare, necessita di un primo contatto con le Forze dell’Ordine che, attraverso sportelli di ascolto, Centri Antiviolenza e associazioni di volontariato, riescono a supportarla e, spesso, a neutralizzare l’aggressore. Proprio in tale ottica è stato comunicato ai ragazzi che sia presso la struttura del Centro Antiviolenza che presso la Questura vi sono delle stanze dedicate all’ascolto delle vittime di violenza, con operatori del settore specializzati e pronti a fornire ogni supporto.

C.S.

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