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CRONACA | sabato 12 agosto 2017, 17:55

Ventimiglia: don Rito Alvarez dopo l'intervista a D Repubblica di Federico Rampini: "Mai detto che le Gianchette sono un quartiere mafioso"

Il parroco interviene anche sulla decisione di trasferire i migranti dalla sua chiesa: "Giusto trovare nuovi spazi, ma non sono d'accordo a trasferire le famiglie al campo. E' una cosa promiscua"

Don Rito Alvarez stoppa sul nascere le polemiche nate dopo l’intervista pubblicata da D Repubblica che il parroco delle “Gianchette” ha rilasciato al corrispondente di Repubblica da New York Federico Rampini.

L’intervista si concludeva con un virgolettato del don, in prima linea per quanto riguarda l’accoglienza dei migranti. A proposito del quartiere in cui sorge la sua chiesa, don Rito avrebbe dichiarato: “Questo è un quartiere popolare, e mafioso. Era già infrequentabile 15 anni fa. L’accoglienza dei profughi attira anche la Polizia, che disturba la ‘ndrangheta”.

A queste parole ha replicato duramente il comitato politico “L’Alleanza”. “Leggere che ‘Le Gianchette sono un quartiere popolare mafioso e infrequentabile già 15 anni fa’ è una dichiarazione che non possiamo tollerare”, dichiarano in una nota i responsabili. (Leggi QUI)

Raggiunto da Sanremo News, don Rito smentisce però di aver mai pronunciato quella frase. “Sono parole che non ho mai detto. Io ho sempre cercato di difendere il quartiere essendo comprensivo con tutti, anche con chi manifesta contrarietà con questa situazione. Io non ho mai detto che il quartiere è mafioso, queste cose mi rattristano”.

Don Rito Alvarez, sacerdote originario della Colombia, ospita nella sua chiesa una ventina di migranti, perlopiù famiglie, di richiedenti asilo. I numeri sono scesi dopo che in settimana una parte di essi sono stati portati via su disposizione del Comune e della Prefettura.

“Anche gli altri verranno trasferiti e portati al campo Roja”, spiega il don.

Lei non sembra essere d’accordo con quanto disposto da Comune e Prefetto.

“Onestamente sono d’accordo sul fatto che bisognasse trovare nuovi spazi per le famiglie, ma non sono d'accordo per la promiscuità del campo. Al campo le famiglie saranno assieme agli uomini che già si trovano lì, e questo secondo me non è giusto. Avrebbero potuto individuare uno spazio più vicino alla stazione. Rispetto comunque la decisione delle autorità ”.   

Francesco Li Noce

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