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CRONACA | venerdì 21 aprile 2017, 07:35

Sanremo: detenuto tenta di uccidersi in carcere, salvato da un agente lo aggredisce a calci e pugni

Il detenuto, che aveva già tentato di uccidersi un’altra volta, è stato portato in ospedale in Tso (Trattamento Sanitario Obbligatorio) mentre l’agente, curato al Pronto Soccorso del ‘Borea’, è stato dimesso con 10 giorni di prognosi.

Nel primo pomeriggio di ieri un detenuto italiano del carcere di Sanremo, ha prima tentato di impiccarsi e, poi, salvato da un agente, lo ha colpito più volte con una serie di pugni, nonostante l’intervento eroico dello stesso.

L’agente è infatti intervenuto provvidenzialmente ed in modo tempestivo, salvando la vita del detenuto che, non gradendo, lo ha colpito con pugni e calci. Il detenuto, che aveva già tentato di uccidersi un’altra volta, è stato portato in ospedale in Tso (Trattamento Sanitario Obbligatorio) mentre l’agente, curato al Pronto Soccorso del ‘Borea’, è stato dimesso con 10 giorni di prognosi.

"Quanto accade – ha detto il segretario regionale della UilPa, Fabio Pagani – conferma il disagio che si vive nel carcere di Sanremo e, le minimizzazioni dell’Amministrazione Penitenziaria  rispetto ai tanti fatti di violenza servono a poco. Si smetta di negare le verità e nascondere gli accadimenti. Purtroppo il personale di Polizia Penitenziaria che ne paga le conseguenze dirette ed è sempre più solo nelle trincee del fronte penitenziario. Per quanto riguarda Sanremo viene da chiedersi se questa continua escalation di violenze non sia da investigare anche in via amministrativa. Al di la delle condizioni oggettivamente critiche, forse è giunto il momento di valutare bene e in profondità la gestione dell’istituto- Noi crediamo che sia ora che chi ha responsabilità politiche ed amministrative debba seriamente interrogare la propria coscienza se ha davvero fatto ciò che poteva e doveva per dare risposte e soluzioni alle tante, troppe, criticità che stanno sommergendo, nell’indifferenza, l’universo penitenziario. Non possiamo, quindi, non ripetere l’appello al Ministro Orlando e al Presidente Gentiloni, di intervenire sulla questione carceri e soprattutto impedire che l’agnello sacrificale del sistema Penitenziario resti la Polizia Penitenziaria”.

Carlo Alessi

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