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POLITICA | mercoledì 07 dicembre 2016, 18:12

Dopo Montalto e Carpasio anche Ceriana e Bajardo parlano di fusione: ma sembra che i 'bajocchi' non siano d'accordo

Mercoledì prossimo se ne parlerà in Consiglio comunale a Ceriana ma, come per i due paese della Valle Argentina, servirà un iter burocratico che porti ad un Referendum con almeno il 50% più un votante di 'quorum'.

In tema di ‘Spending review’ si parla da tempo dell’eccessivo numero di comuni in tutta Italia e, soprattutto dopo la decisione di eliminare le Province, anche i 67 comuni dell’imperiese sembrano effettivamente troppi. Ci sono piccoli centri da poco più di 100 abitanti e, effettivamente, sembra arrivato il momento di mettere mano ad una serie di fusioni.

Dalla Valle Argentina è ormai nota la decisione di andare a referendum per i comuni di Montalto e Carpasio ma ora arriva anche la possibilità di unire due comuni storicamente rivali tra loro, come Bajardo e Ceriana. Divisi dal passo Ghimbegna e nemmeno molto vicini tra loro, ora i due Comuni si ‘parlano’ e la fusione potrebbe essere dietro l’angolo.

A Ceriana se ne parlerà già nel prossimo Consiglio comunale fissato per mercoledì 14 dicembre prossimo mentre a Bajardo non è ancora stata fissata una discussione in assise. Il Sindaco Jose Littardi, infatti, ha confermato di averne già parlato con la sua Amministrazione ma, prima di un passaggio in Consiglio, ne è previsto uno nel consiglio dell’Unione dei Comuni. Solo dopo tornerà a discuterne il parlamenti ‘bajocco’. A quel punto bisognerà fare richiesta alla Regione per un referendum tra i cittadini.

E qui, come si suol dire ‘casa l’asino’. Se da Ceriana non sembra arrivino particolari dinieghi all’eventuale fusione, dalle classiche voci di corridoio, i residenti di Bajardo non vedrebbero di buon occhi una unione con i ‘rivali’ cerianaschi. Resta comunque il fatto che sarà necessario indire un referendum in entrambi i paesi, 6 mesi dopo le decisioni dei rispettivi consigli comunali. Ed al referendum entrambi i paesi dovranno ottenere il 50% più un votante di quorum, altrimenti non sarà valido. Un percorso, quindi, ancora molto lungo.

Carlo Alessi

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