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LA VERA STORIA DI OSCAR RAFONE | domenica 07 agosto 2016, 07:10

La vera storia di Oscar Rafone: Tu sarai felice (cap.24)

Pubblichiamo ogni domenica il libro di Enzo Iorio, suddiviso per capitoli, per offrire a tutti un momento culturale nella 'giornata on line'

— Tornerò da mio padre e mi prenderò un sacco di botte. Oh, quante me ne darà! Ma io starò zitta e non piangerò. Lui mi picchierà perché è mio padre e deve farlo. E io glielo lascerò fare. Ma prima gli dimostrerò che torno a casa quando voglio io e non quando vuole lui. Questo lo capirà, lo deve capire, e mi rispetterà. Anche picchiandomi mi rispetterà.

Sentii Zamina ripetere diverse volte queste cose. Non parlava con me. In quei momenti si rivolgeva a qualcuno dentro di sé, come una sorella o qualcosa di più, insomma un'altra se stessa, che la confortava e la aiutava a trovare le risposte importanti, quelle che tutti quanti cerchiamo di trovare andando avanti nella vita. Di nuovo in quei momenti era come se io non esistessi. Puf, sparito! Poi, smetteva di parlare da sola e veniva a cercarmi, mi prendeva le mani e se le portava alle guance. Mi guardava con malinconia. In quei momenti la vedevo perdersi in fondo ai miei occhi. Li scrutava a lungo, inclinando leggermente il capo da una parte e dall'altra come faceva il mio Wrestler quando era più piccolo. Poi sorrideva. Un sorriso aperto, luminoso, coinvolgente. Mi faceva sentire felice. Mi veniva quasi da ridere. Le chiesi perché mi guardasse così.

— Hai gli occhi chiari, trasparenti. Si vede tutto.

— Davvero? Cosa vedi?

— Tutto. Avrai una bella vita.

— Sì, buonanotte!

— È vero, — mi incalzò come se mi stesse correggendo una semplice somma aritmetica. — Sarai felice.

Alzai le spalle. Ma deglutii in silenzio.

 

Enzo Iorio

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