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Al Direttore | 23 maggio 2012, 08:50

Sanremo: 'movida' in piazza Bresca, torna a scriverci Daniela Musa dell'associazione della Marina

Sanremo: 'movida' in piazza Bresca, torna a scriverci Daniela Musa dell'associazione della Marina

Daniela Musa, dell'associazione per la Tutela della Salute dei Cittadini (Quartiere della Marina), torna a scriverci dopo le molte mail arrivate alla nostra redazione sulla 'movida' di piazza Bresca:

"Bene, vedo con piacere che il dibattito sulla movida è sempre caldo! Solo una breve replica ai vari interventi. Per quanto possa sembrare assurda, ridicola (io la definirei provocatoria) la nostra richiesta di chiusura dei locali a mezzanotte, essa ha un suo fondamento. Una circoscritta zona della Marina è diventata off limits per tutti coloro che vogliono vivere il divertimento del sabato sera in modo regolare, senza sballo, senza dare o avere disturbo. Penso ai molti genitori di giovani e adolescenti che lasciano volentieri venire i loro ragazzi in piazza Bresca perché così non vanno in discoteca, non si sballano, non corrono il rischio di incidenti. Peccato che, se nella parte bassa della Marina, gli esercenti più assennati cercano di vigilare sulla loro clientela, nella parte alta nulla si fa di tutto ciò. E da qui lo sballo da alcol a poco prezzo e ora, da quanto riportano le cronache locali dei quotidiani, anche la droga! Chi vigila? Chi controlla? L'Ente locale no, le Forze dell'Ordine, come sappiamo, sono impegnate su altri fronti caldi. Della vigilanza privata ancora non si ha traccia. Quale sicurezza per i nostri giovani? Quale sicurezza per i cittadini? Come è potuto accadere che, una zona che a detta degli amministratori locali e nei desideri di alcuni esercenti doveva diventare il salotto "buono" di Sanremo, sia diventata "senza tetto né legge"? Ci era stato detto che la presenza dei locali avrebbe tenuto lontano la microcriminalità, lo spaccio e ora scopriamo amaramente che non è così …. Tutti ci stiamo rimettendo, lo ribadisco: i nostri giovani (e li metto sempre per primi! Se fossi un genitore mi accerterei di quali locali frequentano i miei figli), i cittadini residenti, i clienti degli altri locali sistematicamente infastiditi dalla sguaiataggine altrui, gli altri esercenti che patiscono la molesta movida, i dipendenti di questi ultimi che prima o poi vedranno minacciato il loro posto di lavoro, non dalla nostra richiesta di chiudere a mezzanotte, ma dalla concorrenza al ribasso che i minuscoli esercenti attuano scientemente. Chiudere a mezzanotte? Continuiamo provocatoriamente a chiederlo! Se nessuno è in grado di vigilare, non vediamo alternative. Se nessuno è in grado di ottenere il rispetto delle regole che è prima di tutto rispetto delle persone, che è garanzia di sicurezza per tutti, allora si chiuda a mezzanotte".

Carlo Alessi

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