Bilancio in chiaroscuro quello tracciato dal Presidente di Federalberghi, Americo Pilati, sulla stagione turistica in Provincia di Imperia, che punta il dito sull'affollamento di turisti e sul mercato delle seconde case, che “ucciderebbero il turismo vero”.
“Il mese di giugno – esordisce – è stato abbastanza positivo, considerando il difficilissimo mese di maggio. A luglio e i primi di agosto, tenendo conto anche del maltempo, è andata tutto sommato bene, grazie soprattutto alla presenza dei turisti stranieri. I quali, al contrario di quelli italiani, non hanno disdetto le prenotazioni”.
Nel ponte di ferragosto si è registrato il ‘tutto esaurito’ e si è fatto il pienone, ma stando al Presidente di Federalberghi il nodo centrale – e qui la stoccata è rivolta ai politici che snocciolano i numeri delle presenze – è che “le presenze, non si devono ‘contare’ ma si devono ‘pesare’. In chiusura di stagione si prevede un calo dal 6 al 10% di presenze e un segno meno 15-20% in termini di incassi”. Il vero problema in quest’ottica, secondo Pilati, è rappresentato anche dal mercato delle seconde case. “Le regole sono saltate – afferma sconsolato –. E purtroppo non si può più tornare indietro, come faremo noi, d’ora in avanti, a fare il turismo di un certo tipo?”, si domanda.
“Ad esempio – spiega Pilati – Diano Marina ha mediamente 15 mila abitanti, durante il ponte di ferragosto aveva circa il doppio di abitanti; 5 mila posti in albergo, poi nei camping 3 mila persone, altre circa 2 mila persone in camper in giro per la città, a cui sono da aggiungere 5 mila appartamenti che ospitano i turisti delle seconde case, per un totale di circa 30 mila persone: esattamente il contrario del turismo vero. La città è strutturata per 15 mila persone, se ci mettiamo il doppio, la città diventa invivibile, il centro storico bloccato, spiagge libere iper affollate, macchine parcheggiate ovunque, viabilità in caos, la città di Diano Marina ‘ostaggio’ di tutti questi turisti. Questo fenomeno però – ammonisce il Presidente di Federalberghi – va a scapito del servizio di accoglienza. Se il servizio offerto non è massimale, non si potranno più far pagare i prezzi di altissima stagione. Ecco il risultato finale di tutto questo affollamento”, chiosa Pilati.














