Un nostro lettore, Roberto, interviene in merito alla notizia dell'aggressione subita da un senzatetto nei giorni scorsi, ponendo l'accento sul tema della garanzia di sicurezza e controlli: "In merito al fatto avvenuto ai danni di un senza tetto, se questo è il quadro, la conclusione sulla sicurezza percepita è amara: la certezza offerta dalla videosorveglianza capillare non è necessariamente quella di impedire un delitto, ma di registrarne lo svolgimento in alta definizione. Le immagini potranno aiutare gli inquirenti a individuare il colpevole e a ricostruire rapidamente i fatti, ma non restituiranno la vita alla vittima. È qui che emerge la distorsione concettuale più grave: confondere la risoluzione investigativa di un crimine con la salvaguardia preventiva della vita umana.
Il fallimento della prevenzione affidata solo alla tecnologia appare ancora più evidente se si considera l’involuzione del concetto di “prossimità”.
L’unica sicurezza realmente preventiva resta quella fondata sul presidio umano, fisico e relazionale...".














